di Marco Torricelli
Discreti. Perché parlare di reticenza può sembrare brutto. I rappresentanti di Outokumpu, nell’incontro che si è svolto venerdì, al ministero dello sviluppo economico, insomma, hanno detto poche cose che non si sapessero già.
Il rinvio Forse è per questo che, nei giorni scorsi, proprio dal ministero era stato ‘suggerito’ ai sindacati di proporre un rinvio del vertice. Proposta che era stata rispedita al mittente: «Se non riuscite a tirarle fuori da soli, le castagne – era stata, più o meno la risposta – mica penserete che ci bruciamo le mani noi». E così si è andati ad un incontro, ancora una volta, inutile.
Le offerte «Durante la proroga concessa dalla commissione europea – hanno detto i rappresentanti di Outokumpu – sono arrivate altre offerte di qualità per l’acquisto delle acciaierie e la procedura continua. Per riservatezza, però, non possiamo parlare di cifre e fare nomi». Che, in quanto a trasparenza, è quello che è. Magari le cose miglioreranno ai primi di settembre, quando tutte le parti in causa torneranno ad incontrarsi.
Gioco al rialzo «Il fatto che non abbiamo ritenuto ricevibili le offerte già presentate – hanno anche detto i finlandesi – non ci impedisce di continuare a trattare con chi ne era stato protagonista». Insomma, giocano al rialzo: «Stiamo lavorando con tutti questi soggetti anche se le varie trattative sono in fasi differenti, ma la nostra intenzione è portare a termine il processo il prima possibile e firmare l’accordo entro la fine dell’anno», hanno garantito i finlandesi.
I tempi Da parte dei rappresentanti delle istituzioni locali e dei sindacati, però, questa faccenda di trascinare la cosa fino alla fine dell’anno è stata contestata con forza: «Abbiamo detto con chiarezza, ad Outokumpu ed al governo – spiega il presidente della Provincia, Feliciano Polli – che a voler essere precisi il termine ultimo potrebbe essere quello del 7 di novembre, ma che per noi sarebbe già troppo tardi. Pensare di andare ancora più avanti è improponibile». Mentre Alessandro Rampiconi, della Cgil, è ancora più sferzante: «Siamo stanchi di proroghe al buio e il governo non può essere complice di queste tattiche dilatorie, perché il tempo gioca a sfavore di Terni, che rischia di perdere ulteriori volumi e quote di mercato».
Le quote A questo proposito Outokumpu ha respinto l’accusa di «sottrarre quote di mercato in Italia. Si tratta di accuse false – è stato detto – perché noi crediamo fermamente in una ripresa delle produzioni di acciaio e appena questo avverrà, anche Terni ne beneficerà». Intanto, però, l’area a caldo dello stabilimento ternano si prepara ad una fermata estiva di durata record.
Le perdite Outokumpo, è stato ribadito nel corso dell’incontro «ha perso 350 milioni di euro nel 2013, 160 nel primo e 190 nel secondo trimestre e queste perdite riguardano anche lo stabilimento di Terni, perché la contrazione del mercato e delle vendite hanno marciato in maniera proporzionale. Il mercato di Terni, peraltro, non è peggiorato più degli altri». Anche perché «il management ternano sta facendo un ottimo lavoro e si sta dando da fare sul fronte commerciale e sul taglio dei costi, per ridurre il capitale circolante di 70 milioni di euro». Ragione in più per non far trascorrere ancora troppo tempo prima di vendere ed evitare di continuare a perdere trenta milioni al mese.
Il commento La Regione e le altre istituzioni, afferma l’assessore Vincenzo Riommi, «hanno riconfermato l’impegno a monitorare il rispetto da parte di Outokumpu delle prescrizioni di carattere finanziario commerciale ed industriale poste dalla Commissione europea per il periodo di proroga, atte a salvaguardare il patrimonio industriale e la capacità competitiva del sito di Terni, ed hanno richiesto al governo di continuare l’azione di stimolo nei confronti delle istituzioni europee e dell’azienda affinché si giunga alla definizione positiva della vicenda nei tempi più rapidi possibili».
