L'Europa decide su Tk-Ast

di Marco Torricelli

Com’era? «Ragazzo, lasciami lavorare». Sembra di sentirli, mentre annunciano che stanno «lavorando intensamente per completare la cessione e l’obiettivo è di firmare una transazione durante la seconda metà dell’anno». A garantirlo è Outokumpu, che inserisce un «aggiornamento su Terni» nel suo report relativo al secondo trimestre del 2013 e reso noto mercoledì mattina.

Il report «Le trattative – dice Outokumpu – proseguono con un numero (che non viene specificato; ndr) di parti interessate» e nel report aziendale viene anche chiarito che «le politiche messe in atto a Terni, hanno fatto risparmiare circa 70 milioni di euro» e che i finlandesi intendono rispettare gli obblighi previsti nella fase di cessione delle acciaierie ternane.

I numeri Dall’aggiornamento trimestrale emerge una situazione tutt’altro che florida, per Outokumpu: «La domanda globale è aumentata del 3,8%, ma la domanda di acciaio inossidabile è diminuita del 1,9% rispetto ai primi tre mesi dell’anno»; le consegne «in acciaio inox sono diminuite del 7%» e si sono fermate «a 656mila tonnellate, contro le 703mila del trimestre precedente». Con un risultato operativo in rosso per 80 milioni di euro, un cash flow operativo che segna -160 milioni ed un indebitamento finanziario netto fruttifero che ha superato i tre miliardi.

I risparmi Il Ceo di Outokumpu, Mika Seitorvita, fa sapere che «durante la seconda metà dell’anno, continueremo a concentrarci sul raggiungimento di un ulteriore risparmio in tutte le nostre operazioni e ridurree al minimo degli investimenti di capitale al fine di gestire il nostro bilancio». Seitorvita si dice «fiducioso che il nostro piano di ristrutturazione strategica in corso e le iniziative di crescita daranno frutti nei prossimi 18 mesi», lontano da Terni, però.

Il vertice Inevitabile pensare che, anche, di tutto questo si parlerà venerdì prossimo nel corso del vertice programmato al ministero dello sviluppo economico ed al quale, oltre al governo, alle istituzioni locali ed ai sindacati, è previsto che prenda parte la stessa Outokumpu. La Fiom Cgil, però, aveva chiesto che a quel tavolo fosse invitata anche Aperam, in quanto appariva come l’unico soggetto attivo nella trattativa di acquisto del sito ternano.

Le polemiche La ‘sortita’ dei finlandesi, che adesso tornano a parlare di altre e non meglio identificate «parti interessate» e secondo i quali i due mesi di proroga concessi per la vendita potrebbero diventare l’intera «seconda metà dell’anno», rischia di sparigliare di nuovo le carte in tavola e, forse, rinfocolare anche le polemiche locali, visto che la stessa Fiom aveva polemicamente chiesto di sapere «come si sia intervenuti, a livello europeo e nazionale, e quali iniziative siano state messe in campo al fine di soddisfare le richieste della comunità umbra».

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