La Tk-Ast di Terni (Foto U24)

di M. To.

L’incertezza che aleggia sul sito della Tk-Ast e che la Fiom Cgil ha denunciato anche nei giorni scorsi, «investe completamente – denuncia il sindacato – anche Società delle Fucine».

Corsa al risparmio Ormai da mesi, denuncia la Fiom Cgil, «non si ha più una gestione organizzata dell’azienda, con spostamenti di personale e riorganizzazioni delle procedure delle lavorazioni dettate più da una spasmodica corsa al risparmio che ad una sensata e consolidata conduzione verso progetti industriali definiti».

Il contratto di solidarietà Da parte del sindacato si esprime «perplessità sulla mancata attivazione del contratto di solidarietà, richiesto ad inizio anno dalla direzione aziendale, considerando che lo stesso ammortizzatore può essere sospeso in caso di nuove commesse, ma che non c’è chiarezza se quest’ultime sono strutturali o momentanee».

I sospetti Su questo la Fiom Cgil lancia un segnale chiaro: «Sarebbe preoccupante – dice – se tale scelta fosse determinata dal fatto che il contratto di solidarietà blocca ogni tipo di ristrutturazione che qualche invisibile entità che si aggira per i reparti ha in mente, scambiando il luogo di lavoro per un Sudoku dove spostare numeri».

Le richieste Secondo il sindacato, invece, «la produzione di fucinati, insieme a tutte le altre produzioni che vanta il sito ternano, è strategica e non possono essere esclusi da quello che sarà il nuovo piano industriale che verrà presentato in estate» e «la ricerca della riduzione dei costi non può più passare per il salario dei dipendenti che loro malgrado hanno già dato».