di M. To. e F. T.
Quattro ore di sciopero. La settimana prossima si aprirà, come minimo, con il presidio delle portinerie delle acciaierie e del centro di finitura. Come minimo.
Lo sciopero La Rsu del gruppo Ast ha infatti deciso «un iniziativa di sciopero, dalle 15 alle 19, con concentramento in portineria centrale. Per i Lavoratori di CdF e Tubificio, il concentramento sarà davanti alla portineria del centro di finitura». L’iniziativa, spiega la Rsu, «assume maggiore importanza anche rispetto alla ultima azione unilaterale da parte della direzione aziendale, relativamente al non riconoscimento dell’accordo tra le parti per le modalità di gestione della cassa integrazione», ma anche perché «si giudicano false le motivazioni rappresentate dall’azienda inerenti il prolungamento della fermata estiva».
Le controllate Ma i timori dei lavoratori sono rappresentati anche dal fatto che – il paese e piccolo e la gente mormora, si dice – ThyssenKrupp starebbe già di fatto applicando il contestato piano industriale, che sarò pure giudicato «irricevibile» da tutti, ma che intanto i tedeschi considerano in esecuzione. Il primo passo sarebbe quello dell’azzeramento dei consigli di amministrazione delle società controllate (Titania, Società delle fucine, Aspasiel e Tubificio) per dar seguito al progetto di farle confluire in un’unica entità.
Il vescovo Monsignor Giuseppe Piemontese, il vescovo, ha fatto presto a capire quanto possa essere importante, la fabbrica in pericolo, per l’intera comunità locale e il suo appello è semplice quanto importante: «Nessuno può dar torno alle preoccupazione dei lavoratori e della città intera – ha detto – e l’invito che viene dalla Chiesa è quello di tentare tutte le strade per evitare il rischio che potrebbe provenire da scelte drammatiche».
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Romanelli-Renzi Il segretario della Cgil ternana, Attilio Romanelli, ha intanto deciso di rivolgersi direttamente al presidente del consiglio, Matteo Renzi: «Egregio presidente, sono a scriverle in pochissime righe il disagio che la comunità ternana sta vivendo a causa di una sciagurata iniziativa intrapresa dalla multinazionale ThyssenKrupp sul sito Ast. Nel giro di due anni – scrive Romanelli – da centro strategico per la produzione degli acciai speciali siamo diventati uno stabilimento su cui determinare tagli occupazionali e soprattutto uno stabilimento privo di futuro dove gli investimenti sono stati cancellati. Se il governo considera Ast strategica come detto dal viceministro De Vincenti si rende urgente un intervento nei confronti della commissione antitrust europea e della stessa multinazionale» Seguono ringraziamenti di rito.
Le iniziative Nel pomeriggio di venerdì, intanto, i vertici sindacati umbri – i segretari di Cgil, Cisl e Uil; Mario Bravi, Ulderico Sbarra e Claudio Bendini, insieme ai rappresentanti delle organizzazioni di categoria – hanno dato il via ad una serie di incontri, alla Camera del lavoro di Terni, con la politica e le associazioni di categoria: primo appuntamento quello con i parlamentari – in Italia ed in Europa – e a rispondere all’appello sono stati Giampiero Giuletti, David Sassoli e Walter Verini del Pd e Laura Agea e Tiziana Ciprini del Movimento 5 Stelle. Con loro anche il consigliere regionale di Forza Italia Raffele Nevi e quello comunale del M5S, Federico Pasculli.
Obiettivi comuni I rappresentanti dei sindacati hanno esposto quelli che sono i punti di maggiore criticità di un piano industriale giudicato «inaccettabile e quindi da riscrivere», chiedendo ai parlamentari di intervenire, nei rispetti consessi elettivi e nei confronti dei gruppi politici di appartenenza «perché le istanze che provengono dal territorio, ma che sono di rilevanza strategica per il Paese, possano trovare il giusto ascolto». Istanze che i parlamentari hanno accolto – alcuni di loro si sono già attivati con iniziative politiche – ed hanno assicurato un «appoggio non di circostanza».
Altri incontri Sabato mattina, sempre alla Cgil, nuovo vertice, ma stavolta con i senatori; mentre lunedì mattina a varcare la porta della Camera del lavoro dovrebbero essere i rappresentanti delle associazioni di categoria, ai quali i sindacati hanno chiesto di «fare fronte comune, perché il ridimensionamento delle acciaierie provocherebbe un’inevitabile ricaduta negativa su tutto il sistema locale».
‘Terni città d’Europa’ Sulla vicenda – e non solo – prende posizione anche l’ex consigliere comunale ternano David Tallarico, in qualità di presidente dell’associazione Terni Città d’Europa: «Oggi serve più che mai unità d’intenti, soprattutto nella maggioranza politica di governo della città, a cui lanciamo un appello, la smettano di litigare per le questioni poco importanti come ad esempio le poltrone mancate, ma vedano di risolvere i problemi veri della città come questo delle acciaierie che sono il cuore pulsante di Terni e dell’Umbria». E annuncia che quanto prima ‘Terni città d’Europa’ organizzerà «un meeting a Terni con il quale faremo il punto della situazione ed insieme a tutte le forze sindacali, politiche, economiche e sociali della città che saranno invitate, cercheremo di trovare le strategie comuni per la difesa delle nostre acciaierie».
