di Chiara Fabrizi
«Non smantelliamo l’ex Titania ma anzi consolidiamo la nostra presenza su un mercato di nicchia». Cosi l’amministratore delegato Lucia Morselli, affiancata dal consigliere delegato alla produzione Antonio Bufalini, ha annunciato il nuovo accordo commerciale con Loterius, società italiana del gruppo statunitense Timet, per la produzione di semilavorati in titanio.
«Manteniamo impegni» Sull’accordo di natura pluriennale rinnovabile automaticamente di anno in anno non sono stati rivelati dettagli, neanche sul fronte dei volumi di produzione, trattandosi di «dati sensibili». L’ad Morselli sul punto ha spiegato: «Possiamo dire che con questo partner assicuriamo la copertura della capacità degli impianti, mi preme però sottolineare – ha detto – che con questo accordo rispettiamo un impegno preso, cioè il mantenimento operativo della linea titanio, con la comunità locale e le organizzazioni sindacali. Più in generale nessuno dei valori dell’azienda, né alcuna attività strategica è stata mai messa in secondo piano o peggio dimenticata e questo vale – ha concluso – anche per la riorganizzazione nell’ambito della quale non abbiamo mai assegnato bassa priorità alle varie questioni».
Molte richieste In questo senso, ragionano gli addetti ai lavori, il treno lamiere della linea titanio può produrre fino a 170/180 pezzi mese e quindi intorno a queste cifre dovrebbero gira l’accordo siglato con Loterius, anche se naturalmente conferme ufficiali non se ne registrano. Nel dettaglio è quindi entrato il consigliere delegato alla produzione, l’ingegner Bufalini: «Abbiamo molte richieste per il titanio che stiamo selezionando per massimizzare i volumi produttivi, questo significa che il mercato ci riconosce qualità e capacità di approntamento che fanno bene all’azienda anche in un settore di nicchia su cui l’attenzione è estrema, potendo contare a Terni su know how e skills apprezzati».
Accordo Ast-Loterius L’accordo con la società italiana del gruppo Timet arriva a margine di un lavoro avviato nel mese di aprile durante il quale si è provveduto a compiere alcune «prove e a espletare – ha spiegato Bufalini – tutta quelle pratiche burocratiche che tra le altre hanno a che fare con le certificazioni». In cosa Loterius trasformerà i semilavorati che usciranno da Ast non è noto, «ma l’applicazione del prodotto – ha concluso Bufalini – è di tipo industriale petrolifero o chimico».
