La Rsu di Tk-Ast (foto Fabrizi)

di Chiara Fabrizi

Compattamente le Rsu di Tk-Ast, all’indomani della forzatura dei manager di Tk-Ast,  chiedono la sospensione della riorganizzazione varata unilaterlamente dall’azienda e l’avvio di un confronto con i vertici del sito siderurgico per la definizione di nuovi organici e turni nel rispetto dell’accordo del 3 dicembre, «su cui oggi – hanno ribadito – Tk-Ast ė inadempiente».

LA VERTENZA AST

Riorganizzazione e minacce In caso contrario, i rappresentanti dei lavoratori hanno chiarito di non voler stare al gioco delle «minacce dell’amministratore delegato Lucia Morselli», che in non più di una settimana fa durante l’audizione in commissione industria del Senato ha esplicitamente affermato: «Torneremo leader, ma – sono state le sue parole – se ci saranno nuove tensioni non avremo mai più ordini». Un segnale chiaro che l’ad ha evidentemente lanciato a sindacati e lavoratori, per poi accelerare sulla riorganizzazione, operativa da lunedì ma su cui non c’è stata alcuna trattativa sindacale, né tanto meno accordo  «calpestando – è stato ricordato – 130 anni di storia sindacale ternana».

VIDEO: RSU «NESSUNA PAURA DI MINACCE»

«Azienda ha alzato muro» Stefano Garzuglia (Fiom-Cgil) ha poi rivelato che sul nuovo assetto del lavoro «l’azienda ha fin da subito alzato un muro, non volendo entrare nel merito di questioni che coinvolgono ogni impianto e reparto di Tk-Ast», mentre Luigi Trotti  (Fim-Cisl) è tornato a precisare che non c’è stata alcuna indisponibilità da parte dei sindacati ad accomodarsi al tavolo dell’azienda «abbiamo solo chiesto alcuni giorni per confrontarci e definire una proposta di riorganizzazione alternativa, ma l’azienda non ha mai storto il naso o manifestato insofferenza».

LA VICENDA DI AST IN UN MINUTO

Sicurezza e blocco reparti Restano poi altissime le preoccupazioni per i contraccolpi che la riorganizzazione del sito siderurgico avrà sia in termini di sicurezza sul lavoro che di qualità del prodotto. E in questo senso, se non ci sarà un passo indietro da parte dell’ad Morselli, «si aprirà – ha spiegato Fabrizio Blasi di Uilm – una nuova stagione sulla sicurezza con le istituzioni preposte che saranno massicciamente chiamate a verificare le condizioni di lavoro, spetterà poi a loro bloccare i reparti e fermare gli impianti» su cui, hanno unitariamente messo in chiaro, «non si è per ora vista l’ombra di investimenti».

Organico, in 16 mesi persi 500 posti di lavoro in Tuttora incerto l’organico del sito siderurgico tra fuoriuscite già avvenute e altre che almeno fino al 4 aprile potranno essere richieste. «Resta difficile fornire dei numeri – sono state le parole di Marco Bruni Fismic – ma secondo le ultime comunicazioni dell’azienda al 24 febbraio siamo a 2.340 unità, contro le 2.691 del primo luglio 2014, ma non ci dimentichiamo come fanno i vertici di Tk-Ast che nel novembre 2013 abbiamo firmato l’accordo per la mobilità di 150 persone». In buona sostanza in 16 mesi si sono persi circa 500 posti di lavoro, senza contare partecipate e indotto, andando ben al di sotto del livello minimo di 2.400 unità previsto. «Dopo il 4 aprile avremmo un quadro più chiaro – ha spiegato Trotti – ed eventualmente si tornerà alla carica per chiedere nuove assunzioni».

«Non ci sono condizioni per produrre un milione di tonnellate» Tra turni e organici, poi, le Rsu sono convinte che non ci siano le condizioni per produrre nel 2015 almeno un milione di tonnellate di acciaio, come previsto dall’accordo del 3 dicembre: «Non ci credono neanche i dirigenti dei reparti – ha detto ancora Bruni – un esempio sono i 15 turni del treno a caldo, avrebbero dovuto essere 21 per poter raggiungere i volumi stabiliti, è matematica, non opinioni». Secondo Bruni si potrebbe arrivare a quota 850 mila tonnellate, ma in sala c’era chi si fermava a 720.

Segreterie nazionali ed Enti locali La piega presa, insomma, non è delle migliori e per questo le Rsu hanno già richiesto di procedere a un’immediata verifica dell’accordo, in teoria attesa per giugno, cioè a 6 mesi dalla firma. Intanto il 3 marzo si farà il punto con le segreterie nazionali e due giorni dopo si andrà in Regione per un primo incontro con le amministrazioni locali, anche se l’appuntamento che tutti si augurano di poter prendere è quello con l’ad Morselli.