di Marco Torricelli
La strada è in salita, questo è un fatto. Ma siccome non ce ne sono altre, bisogna percorrerla. La sintesi, estrema e sintetizzata al massimo, del dibattito che si è sviluppato lunedì in casa del Pd ternano, è questa.
La crisi Tk-Ast Il segretario comunale del Partito democratico, Andrea Delli Guanti, aprendo i lavori della riunione che vedeva riunite insieme le assemblee comunale e provinciale del partito, insieme – tra gli altri – alla presidente della Regione, Catiuscia Marini; al sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo; il segretario regionale del partito, Giacomo Leonelli e quello provinciale, Carlo Emanuele Trappolino, ha ripercorso tutti i passaggi della ‘crisi Tk-Ast’, fino ad arrivare agli ultimi passaggi-chiave.
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Iniziativa congiunta Tutti gli interventi hanno seguito una ‘traccia’ comune: quella delle acciaierie ternane non è e non deve essere ridotta a vertenza locale, perché gli acciai speciali che si producono a Terni, e solo a Terni, sono una risorsa strategica per la regione e per il Paese. Per questo la questione deve essere affrontata con il pieno e convinto sostegno del governo nazionale, che è chiamato a recitare un ruolo da protagonista e, soprattutto, a far sentire la propria voce a livello continentale.
Il sindacato Iniziativa tutta politica, quella di lunedì, con i sindacati nel ruolo di ‘uditori’, in vista della ripresa della trattativa multilaterale, che vivrà una prima – delicata – giornata il 4 settembre prossimo, con l’incontro programmato al Mise. Claudio Cipolla, segretario della Fiom Cgil ternana, non fa giri di parole: «Verificheremo subito se alle parole faranno seguito i fatti».
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Fratelli d’Italia Anche il consigliere regionale Alfredo De Sio (Fd’I) è tornato a parlare del futuro delle acciaierie di Terni: «Il 4 settembre a Roma occorre che i partiti di maggioranza ed opposizione nel parlamento mostrino unità, solidarietà ed intransigenza Italia a partire proprio dalla vicenda simbolo di Terni, ha detto De Sio invitando «alla mobilitazione contro i 550 licenziamenti annunciati da ThyssenKrupp e Ast.
Dirigenti ‘tagliati’ Tk-Ast, intanto, ha già fatto capire che intenzioni abbia: va avanti nella direzione scelta e non sembra intenzionata a discutere più di tanto. Anzi, per niente. Piervito De Florio – un dirigente del Tubificio, che era anche presidente del circolo dopolavoristico – è stato messo alla porta e stessa sorte sarebbe toccata a Maurizio Grisanti, dirigente della Società delle fucine. Senza nessuna comunicazione alle organizzazioni sindacali.
«Nessuna interlocuzione» Delle decisioni, forse non le uniche, spiega Cipolla, «nessuno si è degnato di dare informazioni di sorta e della epurazione di De Florio siamo riusciti ad avere qualche informazione solo per il fatto che, a richiesta, ci hanno informati che il Clt (il circolo dopolavoristico; ndr) avrà un nuovo presidente. Ma nulla di più». Decisamente poco incoraggiante, come prospettiva
