di Ivano Porfiri e Fabio Toni
Non c’è ancora una vera e propria trattativa, ma manifestazioni di interesse esplicito sul sito di Terni ci sono e fanno ben sperare. Si respira un’aria un po’ più natalizia dopo l’incontro al ministero dello Sviluppo economico sul futuro della Tk-Ast. Presenti rappresentanti del governo, a partire dal sottosegretario Claudio De Vincenti e dal dirigente ministeriale Giampiero Castano.
Contatti importanti Ciò che è emerso è, pur nelle cautele, un sostanziale ottimismo. «Abbiamo avuto contatti con numerosi soggetti esteri ed italiani che operano sullo scenario internazionale – ha riferito De Vincenti durante l’incontro -, ma essendo la trattativa in corso è opportuno il massimo riserbo. Ci sentiamo comunque confortati nel vedere interessi forti su Terni che si conferma essere un pezzo pregiato dell’apparato industriale italiano».
I gruppi interessati Le voci nelle scorse settimane si sono rincorse numerose. I coreani di Posco su tutti, ma anche il gruppo francese di Aperam. Nessuna conferma dal ministero. «La fase è troppo delicata – sottolinea Claudio Cipolla della Fiom Cgil – non ci è stato detto nulla ma l’importante è che ci siano interessi seri, magari i nomi verranno fuori nei prossimi incontri». Ma per i sindacati, non basterà trovare un acquirente. «Niente spezzatino e transizione rapida – sintetizza Giovacchino Olimpieri della Fismic – noi continueremo comunque a monitorare la situazione».
Outokumpu al tavolo Un impegno importante, il governo, lo ha preso nell’istituire un tavolo permanente con istituzioni e sindacati per gestire tutta la fase di transizione. «Ci hanno detto che hanno già avuto contatti con Outokumpu – riferisce Cipolla – e ci dovrebbe essere a breve un incontro del tavolo con i finlandesi».
Fase decisiva Un riconoscimento all’impegno del governo viene anche dalle istituzioni. «La presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, il presidente della Provincia di Terni, Feliciano Polli e il sindaco di Terni, Leopoldo di Girolamo sottolineano come «si tratta di una fase molto importante al fine di valutare i soggetti industriali interessati alla acquisizione dell’impianto. Per questo consideriamo positiva la decisione del governo di far proseguire l’attività del tavolo permanente perché si possa monitorare e valutare insieme la fase dell’acquisizione, così come la possibilità di tenere a breve un incontro con Outokumpu per poter conoscere le modalità con le quali la società stessa valuterà le diverse proposte di acquisto».
I punti fermi «Per ciò che ci riguarda come istituzioni umbre – hanno aggiunto – riteniamo imprescindibili alcuni punti: i soggetti interessati devono avere un respiro internazionale nel comparto dell’acciaio e offrire garanzie di mantenimento dell’unitarietà del sito di Terni, non solo per ciò che riguarda la produzione dell’acciaio, ma anche del tubificio e dei centri servizi; inoltre il soggetto acquirente dovrà offrire garanzie di adeguate politiche industriali che possano mantenere gli attuali livelli occupazionali. Al governo – concludono Marini, Polli e Di Girolamo – abbiamo rinnovato la nostra totale disponibilità e impegno nell’affiancare il lavoro dell’esecutivo, soprattutto in questa delicato momento di fine legislatura, e abbiamo quindi auspicato che da parte del governo vi sia un punto di attenzione molto alto per una positiva e soddisfacente evoluzione delle trattative che dovranno portare al passaggio di proprietà».
Crisi di governo Una preoccupazione, specie per i sindacati viene dal fatto che si sia innescata proprio ora una crisi di governo. Lo dice Olimpieri e Cipolla sottoscrive. «Per questo – dice – abbiamo chiesto un’accelerazione nei lavori del tavolo, specie la convocazione del venditore cioè Outokumpu, perché va ricordato che sono i finlandesi che devono trattare e vendere, non noi o il governo. Anche se i nostri interessi devono essere tutelati. I tempi? Speriamo di venire riconvocati prima di Natale anche se si andrà più probabilmente a dopo le feste». Feste che per i lavoratori Ast possono essere vissute con un briciolo in più di ottimismo.

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