di Marco Torricelli
Ricapitalizazione e strategie commerciali. Sono due delle parole-chiave intorno alle quali ruoteranno molte delle chiacchierate che, nei prossimi giorni, si faranno – a diversi livelli – in relazione al ritorno delle acciaierie ternane sotto il controllo di ThyssenKrupp.
L’incertezza Perché, lo hanno già ricordato i sindacati ternani, «è indispensabile ed urgente una forte ricapitalizzazione del sito ternano, che sconta il troppo lungo periodo di incertezza, derivato dal progressivo disimpegno di Outokumpu», ma sarà necessario tornare a programmare «con immediatezza delle strategie commerciali più incisive e in grado di garantire uno sbocco certo sul mercato locale e internazionale».
Vendite in calo Mercato che, nel 2013, non ha sorriso: si è venduto meno acciaio, in giro per il mondo, tanto che nei primi nove mesi dell’anno, aveva dichiarato Outokumpu «il gruppo ha consegnato due milioni e seimila tonnellate di acciaio inossidabile, contro i due milioni e 141mila dello stesso periodo del 2012 (il 6,3% in meno)». Ma il problema è anche un altro: il crollo (-6,8%) dei prezzi di vendita. Combinato disposto che ha contribuito ai 126 milioni di euro di perdite per i finlandesi. Soprattutto perché, aveva spiegato la multinazionale, «la domanda mondiale di acciaio inossidabile è diminuita del 6,2% rispetto al secondo trimestre e l’area ‘Emea’ (Europa, Medio Oriente e Africa) è stata la più colpita, con un calo del 19,1%».
Terni Lo stabilimento ternano, che le stime accreditano di una capacità produttiva di 1,7 milioni di tonnellate all’anno (più di 140mila al mese), nel corso dell’anno è riuscito a raggiungere quote di produzione fino a 115mila tonnellate mensili (con 45mila di prodotti lavorati, tra Nac e Laf) e fino a febbraio le commesse acquisite garantirebbero di mantenere questo trend, eccezion fatta per il mese – particolare – di dicembre, nel quale la produzione si dovrebbe attestare sulle 90 mila tonnellate.
Il Pd Di «partita di giro meramente finanziaria, che garantisce solo gli equilibri economici delle due multinazionali» parla il Partito democratici di Terni, che esprime «profonda preoccupazione per l’improvvisa svolta presa da una vicenda che, dopo oltre due anni, sembra ancora lontana dal concludersi e garantire al sito una dimensione solida e stabile», viene espressa dal Pd ternano in una nota firmata da Carlo Emanuele Trappolino e Andrea Delli Guanti. «Il passaggio attuale cancella gli impegni passati e ogni elemento di chiarezza dimostrando come tale vicenda non possa essere trattata con dinamiche e approcci tipici di una semplice crisi industriale e di come vada collocata con urgenza ad un livello tale da rendere evidente, a tutta la comunità ternana e regionale, un netto salto di qualità in termini di relazioni istituzionali ed industriali».
Confronti Martedì il ministro dello sviluppo economico, Flavio Zanonato, salvo sorprese sarà alle acciaierie e sarà l’occasione; non solo per il management dell’Ast, ma anche per i rappresentanti istituzionali e sindacali; per chiedergli se, per caso, qualcuno dalla Germania si è preso il disturbo di dare qualche informazione aggiuntiva. Altra occasione interessante di approfondimento, però, ci sarà anche mercoledì quando, alla Camera di commercio, si confronteranno, oltre al presidente, Enrico Cipiccia; il direttore del personale, affari generali e legali e relazioni esterne dell’Ast, Biagio della Volpe; il consigliere regionale Raffaele Nevi; il presidente del consiglio comunale di Terni, Giorgio Finocchio e il segretario generale della Cgil ternana, Attilio Romanelli. Il dibattito – ‘La Terni privata’ – è organizzato per presentare l libro ‘ThyssenKruppen: i tedeschi alle acciaierie di Terni’, del giornalista Walter Patalocco, che vista l’aria che tira, dovrà aggiungere presto un nuovo capitolo.
Le borse Il primo giudizio giudizio davvero importante, comunque, arriverà proprio nella giornata di lunedì, con la riapertura delle borse. Non a caso l’annuncio del passaggio di mano dell’Ast è avvenuta proprio dopo la chiusura della della settimana di trattative: da come reagiranno gli investitori si potrà avere una prima importante indicazione sul giudizio che viene dato, sui mercati, dell’operazione. Un’indicazione che potrebbe risultare decisiva anche per il giudizio finale della Commissione europea.
