La manifestazione del 18 giugno

di Marco Torricelli

Tengono i toni bassi – pare che sia la moda del momento, nella conca ternana – le organizzazioni sindacali dei metalmeccanici. Ma non hanno gradito le ultime, forse anche le penultime, novità. E lo dicono.

La riunione Si sono ritrovati, tutti insieme, i rappresentanti delle cinque sigle sindacali che rappresentano i lavoratori del settore e, la sintesi della mattinata di discussione è che «come organizzazioni sindacali abbiamo fin qui valorizzato il lavoro svolto, che è stato efficiente, efficace e collegiale e che ha avuto come merito quello di tenere alta l’attenzione sulla vicenda dell’Ast, trasformandola in una vertenza nazionale ed europea, conquistando di conseguenza il giusto risalto».

L’affondo Un sasso, nemmeno tanto piccolo, però se lo vogliono togliere: «Non comprendiamo quanto determinatosi in questi giorni attorno alle vicende dell’Ast, rispetto agli atteggiamenti estemporanei di alcuni soggetti istituzionali e politici che non hanno coinvolto le organizzazioni sindacali interessate direttamente e quotidianamente alla difesa del sito e alla salvaguardia dei posti di lavoro». E ribadiscono di credere «nel rispetto dei ruoli e delle autonomie dei singoli soggetti e delle singole funzioni», ma che «le parti sociali debbano essere coinvolte direttamente, almeno a livello di informazione, su quanto si sta determinando per le sorti del sito ternano».

La rivendicazione Insomma, si sono sentiti un tantino messi da parte, pare di capire. Tanto che «arrivati alla fase attuale, riteniamo doveroso rilanciare il valore delle iniziative comuni portate avanti fino a questo momento in difesa della strategicità del sito in termini sindacali, politici e istituzionali ai diversi livelli». Quanto accaduto, dicono lanciando un segnale distensivo, «dal nostro punto di vista non incrina il fronte unitario ed il lavoro di squadra fin qui svolto e valorizzato. Cogliamo l’occasione per manifestare l’auspicio di una ripresa di un coinvolgimento di tutti i soggetti nel futuro della vertenza».

L’assemblea nazionale Martedì, nel corso dell’assemblea nazionale delle Rsu organizzata da Fim Fiom e Uilm nazionali a Roma, il coordinatore dell’Ast, Emilio Trotti era stato chiaro: «Le ultime notizie riguardanti la cessione di Ast non sono confortanti. Deve necessariamente emergere una linea strategica che metta al centro dell’interesse un progetto per il recupero di tutte le potenzialità della struttura industriale a Terni. Un progetto basato su di un piano industriale capace di coniugare gli aspetti europei e internazionali con una realtà come quella ternana che ha saputo mantenere in questi ultimi vent’anni la sua particolare identità nonostante le continue trasformazioni societarie e che non può essere svilita».

Il piano industriale Qualsiasi scelta venga approvata, aveva insistito il sindacalista ternano, «è determinante, per garantire il futuro industriale e in linea con il mantenimento del’integrità societaria, infrastrutturale e produttiva del polo siderurgico, prevedere strategie di espansione della produzione e lo sviluppo parallelo del settore dell’indotto per garantire il completamento della gamma di produzione». Manifestando tutte le perplessità già più volte espresse «qualora non si addivenisse ad un accordo tra le richieste dell’attuale proprietà e le eventuali proposte degli acquirenti».

Il sindaco A strettissimo giro arriva la replica del sindaco, Leopoldo Di Girolamo: «Voglio rassicurare pienamente le organizzazioni sindacali e tutte le rappresentanze dei lavoratori – è l’esordio – che le istituzioni umbre stanno continuando rigorosamente nel percorso che abbiamo tracciato insieme – e che ha trovato  nella manifestazione pubblica del 18 scorso, con la grandissima partecipazione popolare che si è registrata,  il suo apice –  per assicurare a Terni, all’Umbria e a tutti i lavoratori dell’Ast la soluzione più utile per l’oggi e più congeniale rispetto alle prospettive di sviluppo per il futuro».

I passaggi Tutte le interlocuzioni che sono in corso, dice il sindaco, «dal Governo nazionale alle rappresentanze europee, dalle stesse istituzioni dell’Ue alla proprietà finlandese, convergono attorno alla  richiesta di accelerare al massimo il processo di vendita, con l’acquirente che deve essere assolutamente un soggetto industriale competente nel settore e dotato di adeguate capacità finanziarie per sostenere progetti di mantenimento e sviluppo del sito ternano. Anche i passaggi che dovrebbero maturare nei prossimi giorni e  su cui stiamo lavorando saranno pienamente in linea con questo obiettivo». 

I ruoli Poi, però, Di Girolamo mette in chiaro il suo pensiero: «Essenziale resta, per sostenere questo sforzo, il mantenimento,  nella comprensione dei  distinti ruoli rivestiti dai diversi soggetti impegnati, di quel grande spirito unitario e del clima di sostegno e fiducia che la città e la regione – con il concorso e la collaborazione delle loro diverse componenti sociali, politiche e istituzionali – hanno fin qui saputo mettere in campo».

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