di Daniele Bovi
«Si propongono solo sacrifici senza un vero piano industriale». La presidente della Regione, Catiuscia Marini, martedì mattina, ha aperto la seduta del consiglio regionale con una comunicazione che ha avuto al centro la delicata vicenda delle acciaierie di Terni.
Le critiche Nel suo intervento ha ricordato quanto successo negli ultimi giorni ed ha chiesto al consiglio di prendere una «posizione forte», attraverso un documento che verrà redatto dai gruppi consiliari nei prossimi giorni e che verrà poi portato in aula per essere approvato. All’inizio di settembre, poi, il nuovo confronto con l’azienda.«Quello presentato – ha detto Catiuscia Marini – è un piano essenzialmente finanziario, un business plan e non un industrial plan che parte dalle valutazioni su Ast e delle sue partecipate. Una proposta connessa alle perdite degli ultimi cinque anni e che ha come obiettivo il ritorno alla profittabilità».
Tagli Il piano, ha aggiunto la presidente, «tende a correggere il volume della produzione industriale ed è questa la nostra preoccupazione. Tra il 2015 e il 2016 si propone la chiusura di uno dei due forni di fusione. Poi è prevista una riduzione di cento milioni dei costi e dell’organico di 550 unità, nonché il taglio dei costi per unità del 10%».
Niente investimenti La fortissima preoccupazione , secondo Catiuscia Marini, «è quindi l’assenza di un piano industriale di medio-lungo periodo. Qui non si prevedono né investimenti, dato che i 20 milioni prospettati sono una cifra irrisoria, né ricerca, né innovazione. Sono solo sacrifici, insomma. Il documento è inaccettabile per i lavoratori, per la comunità regionale, nonché per il Paese e la sua siderurgia». Per questo la presidente chiede al consiglio un documento articolato che abbia al centro una serie di punti.
Le richieste «In primis – ha detto – deve esserci la richiesta al governo della definizione di una posizione italiana sulla siderurgia. Posizione che deve essere assunta anche in sede di Commissione europea, che ha una profonda responsabilità per quanto successo in questi ultimi anni». Nelle prossime settimane verrà anche attivato il confronto con i parlamentari europei eletti in Umbria «e poi – ha aggiunto Marini – dobbiamo ribadire che serve un confronto sul piano del quale abbiamo chiesto una modifica sostanziale: l’esigenza non può essere solo quella di far quadrare i conti. Serve una nuova proposta per rimettere al centro capacità di investimento e di ricerca. Ci attendono – ha concluso – mesi molti difficili e complessi dove dobbiamo dimostrare capacità di coesione istituzionale».
Tajani L’ex vice presidente della commissione europea, Antonio Tajani ha intanto presentato un’interrogazione alla stessa commissione, che dovrà dare una risposta scritta entro tre settimane. Dopo aver ripercorso le ultime vicende di Tk-Ast, Tajani chiede alla commisione «quali iniziative intende adottare per garantire che l’acquisizione non si traduca in un processo di deindustrializzazione, come sta accadendo in altre strutture industriali in Italia e in Europa»; ma anche «dato che si parla di un ridimensionamento e non di una semplice ristrutturazione, quali iniziative intende adottare poiché Tk non rispetta le condizioni stabilite dalla commissione, cioè l’intenzione di investire nell’impianto e migliorarne la redditività». E poi prosegue: «La commissione proponeva di creare una task-force sulle conseguenze industriali e sociali delle ristrutturazioni, perché essa non è stata creata per il caso Ast al fine di monitorare da vicino gli sviluppi?» e ancora: «Considerando l’importanza di Ast nella produzione di acciai speciali e inossidabili per tutta l’Ue, la questione non dovrebbe essere discussa in occasione della prossima riunione del gruppo ad alto livello sull’acciaio?».
Area di crisi: rinvio La questione Tk-Ast e quella relativa alla richiesta di dichiarare quella di Terni e Narni ‘area di crisi complessa’, ha anche chiesto la presidente, vanno tenute distinte e «Raccogliendo le sue sollecitazioni ho chiesto all’assemblea di tenerne conto – spiega il presidente del consiglio, Eros Brega – ed ho proposto quindi di approvare prioritariamente un documento sulla vertenza Ast, per poi
discutere e votare la mozione sulla richiesta di area di crisi. Tutto questo nelle prossime due sedute dell’assemblea, il 29 luglio ed il 4 agosto».
I sindaci Sulla vicenda si era registrata, nei giorni scorsi, una decisa presa di posizione del sindaco di Perugia, Andrea Romizi e martedì mattina il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo ha chiamato il suo collega: «Ho voluto ringraziare il primo cittadino di Perugia per il suo intervento sull’Ast ed esprimere l’apprezzamento per le sue parole, che sono l’ulteriore ed evidente dimostrazione che la vicenda delle acciaierie non è una questione locale, ma interessano tutta la Regione ed hanno una forte connotazione nazionale».
La solidarietà La battaglia di Terni, ricorda Di Girolamo, «è quella dell’Umbria, è quella dell’Italia e la vicinanza di tutte le città umbre, ad iniziare da Perugia, sono forza ed energia in una vertenza particolarmente complessa dal punto di vista degli scenari economici e della politica internazionale, particolarmente carica di risvolti umani e di ricadute sulla città e su tutto il territorio regionale. Per questo ringrazio tutti coloro che hanno voluto far sentire la loro condivisione e il loro appoggio alla nostra città e ai suoi lavoratori».
