di Mar. Ros.
Attesa per i risultati economici e finanziari da comunicare agli azionisti, mentre il capo del personale Luca Villa sarebbe pronto a lasciare l’incarico. Questi gli ultimi aggiornamenti che arrivano da viale Brin, mentre mercoledì il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli ha fatto il punto della situazione sul discorso della procedura di vendita rispondendo a una interrogazione presentata da Guglielmo Epifani (Liberi e Uguali).
Villa lascia Secondo indiscrezioni raccolte da Umbria24, il capo del personale Ast, Luca Villa, prima ancora che sia ufficialmente aperta la procedura di cessione dello stabilimento, sarebbe pronto a lasciare il suo incarico. Intanto le organizzazioni sindacali e la Rsu spingono per un accordo che traghetti l’azienda verso i nuovi acquirenti, anche perché gli ordini programmati restituirebbero un buono stato di salute aziendale anche dal punto di vista del mercato. Il calendario delle commesse infatti è già pieno fino a gennaio. Anzi, nel mese di ottobre c’è stato un boom di ordini: i forni dell’azienda hanno colato oltre 100 mila tonnellate di acciaio liquido, un record per l’ultimo quinquennio, «ma la seconda fase della pandemia – ha detto Epifani nel suo intervento a Montecitorio – è stata particolarmente mordente e ha riportato difficoltà legate ai contagi dei dipendenti che hanno lavorato al massimo delle loro possibilità».
La vendita «Ci risultano diverse proposte , sia industriali che finanziarie – ha detto il ministro alla Camera – nel frattempo c’è un proficuo confronto tra le parti sociali e l’azienda che presto dovrebbero tornare al Mise per la definizione di un accordo quadro che accompagnerà tutta la fase relativa alla cessione dello stabilimento. Intorno alla Ast di Terni c’ è vivo interesse da parte di molti gruppi, anche italiani – ha aggiunto il ministro – riteniamo sia necessario aspettare perché, come noto, Thyssen sta per comunicare pubblicamente agli analisti i propri risultati economico-finanziari dopodiché Jp Morgan inizierà le fasi di analisi delle manifestazioni di interesse. È chiaro che essendo un’azienda privata non possiamo entrare nel merito delle scelte di interlocuzione che farà il gruppo per la cessione. Ma certamente, come già mi è capitato di ricordare in altri interventi precedenti, la produzione di Acciai Speciali è di grande valore aggiunto, di grande strategicità. Quegli impianti sono impianti che suscitano l’ interesse industriale di diversi gruppi e quindi ritengo che questa fase si potrà risolvere in modo positivo».
La replica Nella sua replica Epifani ha ribadito che «deve esser chiaro a chi vende, al governo tedesco e a chi comprerà, quali sono gli interessi strategici del Paese in ordine a questa produzione, a questo stabilimento e alla filiera, produttiva e commerciale che lo accompagna. Su questo non si può transigere e non si possono avere timidezze perché sono in ballo interessi strategici dell’Italia come quando fanno riferimento a materie prime essenziali per l’industria manifatturiera del Paese. Non è la stessa cosa – ha aggiunto Epifani – se ThyssenKrupp vende e se ne esce o se cerca una partnership restando in minoranza, se la Terni viene presa da un gruppo finanziario o da un gruppo industriale. E, aggiungo, non è la stessa cosa se viene presa da una cordata industriale importante italiana o da una cordata industriale cinese. Fa qualche differenza una soluzione o l’altra».
