di Marco Torricelli
STRASBURGO – Un bilancio definitivo, della trasferta a Strasburgo, si potrà fare – e forse sarà meglio farlo – con calma e, magari, cercando di raccattare qualche elemento di oggettiva conoscenza più approfondito, rispetto alle enunciazioni di principio ascoltate, ma anche non ascoltate, in questo giro di incontri alsaziani. Intanto c’è da prendere atto che la cordata Aperam-Arvedi-Marcergaglia è stata l’unica a presentare un’offerta impegnativa per l’acquisto delle acciaierie (quindi quello del fondo Apollo era un bluff e, magari, ci hanno preso in giro). Poi la cosa ancora più difficile da mandar giù: la Commissione europea ha deciso di ‘avere pazienza’ con Outokumpu. I finlandesi potranno tenere la città sulla corda per almeno altri due mesi. Questo lo dice il vice presidente, Joaquin Almunia. Ora bisognerà capire che ne pensa la città. Perché gli amministratori locali hanno detto chiaramente come la pensano.
TAJANI: ECCO IL NUOVO PIANO EUROPEO DELL’ACCIAIO
VIDEO – INTERVISTA A TAJANI
Gli impegni Nazionali o europei che siano, sarà bene che si diano da fare. Ma sul serio. Non glielo ha detto così, seccamente, ma il sindaco di Terni, Di Girolamo, è stato comunque chiaro, rivolgendosi ai parlamentari subito dopo la presentazione del piano per l’acciaio: «Condizione necessaria alla salvaguardia delle acciaierie ternane, che è bene ricordare che rappresentano un’eccellenza nazionale e non sono certo in crisi produttiva, è un impegno immediato e deciso di chi governa il Paese e di chi lo rappresenta in Europa».
LA SINISTRA EUROPEA: COMMISSIONE FACCIA SUA PARTE
Riommi e Tajani L’assessore regionale allo Sviluppo economico, Vincenzo Riommi, ha fatto propria la posizione già espressa dal sindaco: «Indispensabile è anche la certezza dei tempi di vendita – ha detto Riommi – e riteniamo opportuno chiedere proprio al commissario Almunia di fissare un termine da imporre ad Outokumpu e, poi, impegnarsi per farlo rispettare». «Il problema Terni non nasce da una crisi, ma dalla difficoltà a vendere manifestata da Outokumpu – spiega Antonio Tajani – ma credo che ci siano buone prospettive, anche se di questo è meglio che parliate con il commissario Almunia». Poi torna ad augurarsi che «il compratore sia europeo e che abbia le giuste caratteristiche industriali».
IL MINISTRO MOAVERO: FUTURO AST FONDAMENTALE
Almunia «Noi siamo decisi ad operare perché Terni – dice Joaquin Almunia – sia un attore rilevante ed un competitor effettivo sul mercato, ma la prima offerta fatta ad Outokumpu è stata davvero insoddisfacente». Questo, in parte, «giustifica la richiesta di un prolungamento dei tempi di vendita e il concederla non rappresenta certo un’eccezione in procedure simili». Certo, prima di autorizzare questo prolungamento, «abbiamo posto delle condizioni precise», dice Almunia, (ma alcune delle quali sono riservate e le tace; ndr)», mentre cita le altre: «Salvaguardia finanziaria, con aumento immediato del capitale; appoggio degli investimenti previsti dal piano; accesso alla rete commerciale, individuazione di Ast come fornitore principale del Tubificio».
Il garante «Come ho già chiarito al ministro Moavero – spiega Almunia – a questo rinvio concesso non se ne aggiungeranno altri, ma proprio per questo non possiamo pensare che si tratti di un periodo troppo breve». Certo, «se alla fine si restasse al punto di oggi, dovremo prendere atto della situazione e affidare tutto ad un garante che si prenda cura della vendita». Il tutto, però, almeno tra due mesi. Forse.
