di Marco Torricelli
Perplessi. E di pareri diversi. Ma ci sta. Il bicchiere, si sa, è sempre ‘mezzo pieno’ o ‘mezzo vuoto’ e stavolta non poteva andare in maniera diversa e lo si evince anche dall’intervista con il sindaco Leopoldo Di Girolamo. A meno di non essere partiti da Terni e dall’Umbria con speranze eccessive e, tutto sommato, non è che ci fossero in giro troppi sognatori. I sindacati per primi che però evidenziano come «i chiaroscuri di questa vicenda rimangono tutti».
La proroga Loro, dice il segretario ternano della Fim Cisl, Riccardo Marcelli, parlando a nome di tutte le organizzazioni di categoria, erano venuti a Strasburgo «con la speranza di ricevere di un’informazione appropriata, diretta, veloce e attendibile. Rimangono le distorsioni anche rispetto a quanto affermato al ministero dello Sviluppo economico nei giorni scorsi». Almunia ha ha confermato che questa sarà l’unica proroga concessa ad Outokumpu, ma i tempi sono rimasti incerti» e questo per il sindacato è un segnale preoccupante.
I termini Deludente, a giudizio dei sindacati «è il fatto che a più di due mesi dal termine per la presentazione delle offerte vincolanti, che a Roma sono due e a Strasburgo una, non si sia ancora giunti ad una conclusione positiva. Come si può aprire una procedura e non mostrare la capacità di chiuderla in tempi certi? Chi doveva controllare ha controllato? Purtroppo anche a questa domanda Almunia ha risposto solo parzialmente».
Riservatezza Altra cosa che non va giù, ai sindacati, è che «rispetto alla richiesta di conoscere il testo integrale della decisione e degli impegni relativi, Almunia ha risposto che questa sarà pubblicata sul sito solo quando non ci saranno più gli aspetti confidenziali da nascondere». A questo punto, conclude Marcelli, rimane confermata la necessità che la Presidenza del consiglio segua in maniera ancor più pressante la vicenda».
