Tk-Ast

Un incontro per conoscere il trend di bilancio dell’esercizio in corso, volumi produttivi e obiettivi, ma anche per far chiarezza su come l’azienda intenda far fronte alle criticità organizzative emerse nelle ultime settimane in diversi settori, a cominciare da quello commerciale.

LA VERTENZA AST

Sindacati chiedono incontro a direzione Tk-Ast C’è questo, ma anche molto altro, al centro della richiesta ufficiale d’incontro inoltrata unitariamente dalle organizzazioni sindacali alla direzione aziendale di Tk-Ast. Non unica per la verità, vista che un documento analago, seppur con altri temi all’ordine del giorno, è stato recapitato anche alle istituzioni, Regione e Comune in testa, per tornare ad accomodarsi intorno a un tavolo e definire concretamente gli impegni sottoscritti nell’accordo di dicembre.

Conti, volumi e obiettivi In particolare, sui conti e le prospettive del sito siderurgico di Terni, i rappresentanti dei lavoratori chiedono una verifica sul rispetto agli andamenti di bilancio, produttivi e di assetto impiantistico dell’intero Gruppo. Un passaggio ordinario che si consuma puntualmente nelle prime settimane dell’anno nuovo, ma che nel 2015, alla luce della dura vertenza degli ultimi mesi, assume particolare rilievo.

LA STORIA DI AST IN UN MINUTO

Riorganizzazione Di tutt’altro profilo, invece, la richiesta di dettagliare le intenzioni della direzione di Tk-Ast sulla riorganizzazione di una serie di settore che vanno dall’approvvigionamento alla gestione impiantistica fino a programmazione produttiva e commerciale. Il problema non è soltanto di carenza di personale, ma anche di gestione di quello in organico, e considerata la strategicità dei settori, a cominciare da quello commerciale che cura tra le altre clienti, commesse e prezzi, c’è urgenza di conoscere e quindi discutere le manovre in corso.

Indotto Sul tavolo poi, inutile anche dirlo, finirà quella riduzione del 20% sul fatturato richiesta alle ditte esterne che dall’Epifania in avanti ha già fatto saltare alcuni pezzi dell’indotto. La preoccupazione dei sindacati, sul punto, è tutta rivolta verso i lavoratori, anello più debole della catena, che rischiano di perdere il posto o sottostare a richieste non previste né dai contratti, né dalle norme. Senza contare, si fa per dire, i riflessi che il taglio sul fatturato avrà sulla qualità degli appaltatori che per tenere dritta la barra potrebbero finire col non adempiere alle norme sulla sicurezza.

Sindacati richiamano a impegni le istituzioni In questo, tra le altre, con le istituzioni occorrerà dar seguito e sostanza agli impegni contenuti nell’accordo, come quelli in termini di formazione e qualificazione del personale al fine di favorire quella continuità occupazionale e il reimpiego dei lavoratori, andando a reperire e quindi stanziare le risorse del caso.

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