di Chiara Fabrizi
Accese 82 telecamere di videosorveglianza all’interno di Tk-Ast. Sono state attivati venerdì primo aprile gli occhi elettronici installati a «difesa del patrimonio azienda, per la sicurezza dei lavoratori, per motivi produttivi e per motivi organizzativi» ma su cui come noto la direzione aziendale non ha trovato l’accordo con le organizzazioni sindacali, contrarie ad alcuni dei punti di controllo alla luce di riprese che inquadrerebbero le maestranze all’opera.
Videosorveglianza in Tk-Ast In particolare, l’impianto conta 74 telecamere fisse e otto brandeggiabili che, così come disposto dall’autorizzazione rilasciata il 18 marzo dalla Direzione territoriale del lavoro (Dtl) e recapitata alle organizzazioni sindacali dal manager del sito siderurgico di Terni, Francesco Auregli, dovranno «rispettare la disciplina dettata dal decreto legislativo in materia di protezione dei dati personali (il 163 del 2003) e in particolare dei principi di correttezza, pertinenza e non eccedenza». Analogamente occorrerà seguire tutte le disposizioni normative relative alla raccolta e alla conservazione delle immagini, ma anche dare «apposita informativa al personale e ai clienti su attivazione, posizionamento e modalità di funzionamento».
Le prescrizioni La stessa Dlt, pur prendendo atto del mancato accordo con le rappresentanze sindacali aziendali, prescrive che «l’impianto registrerà solo le immagini indispensabili sarà costituito da telecamere orientate verso le aree maggiormente esposte ai rischi di furto e danneggiamento per esigenze di sicurezza dei lavoratori e per quelle di tipo organizzativo-produttivo, limitando l’angolo delle riprese ed evitando, quando non indispensabili, immagini dettagliate. L’eventuale ripresa di dipendenti avverrà esclusivamente in via incidentale e con criteri di occasionalità». Naturalmente l’impianto è autorizzato in base al progetto presentato da Tk-Ast che non potrà apportare alcuna modifica, né aggiungere altri occhi elettronici.
Rsu: «Il 20% non rispondono allo scopo» Nel pomeriggio di venerdì le Rsu del sito siderurgico di Terni con un comunicato unitario hanno spiegato: «Consideriamo inaccettabile la scelta unilaterale dell’azienda che ancora una volta ha mostrato un’apparente disponibilità al confronto per poi sottrarsi al tavolo delle trattative, al punto di chiedere l’intervento diretto della dtl. A tal proposito precisiamo che durante i diversi incontri intercorsi, abbiamo più volte avanzato richieste di intervento a modifica del campo di azione di circa il 20% delle telecamere che, per quanto ci riguarda, non sono nel modo più assoluto utili allo scopo sostenuto dall’azienda. Ricordiamo inoltre che su tale argomento abbiamo svolto due sopralluoghi congiunti nei quali, dal nostro punto di vista, era evidente che anche l’azienda conveniva sui dubbi in merito ad alcune telecamere. Come coordinatori delle Rsu ci riserviamo ulteriori approfondimenti, mentre è stato già richiesto formalmente un incontro urgente alla Dtl».
Arriva il nuovo ad Burelli L’attivazione delle telecamere di videosorveglianza coincide anche col passaggio del testimone tra l’ormai ex amministratore delegato Lucia Morselli, che dovrebbe approdare in Snam e non in Ilva come fin qui filtrato da vari ambienti, e il neo numero uno del sito siderurgico di Terni, Massimiliano Burelli, che si presenterà a sindacati, lavoratori e città probabilmente all’inizio della prossima settimana.
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