Sergio Gigli e Francesca Rossi

di Marco Torricelli

Inutile negarlo, al congresso regionale della Femca Cisl, il sindacato dei lavoratori dei settori ‘energia, moda, chimica e affini’, la parte più attesa, della relazione del segretario, Francesca Rossi, era quella dedicata alla vicenda Basell. Con annessi e connessi.

La crisi E Francesca Rossi, davanti al segretario nazionale di categoria, il ternano Sergio Gigli, non ha deluso le attese: quella di Basell, che nel febbraio del 2010 ha deciso di chiudere lo stabilimento ternano è stata «una decisione scellerata», perché «ha minato gli equilibri, già pecari, dell’intero sito». Una vicenda, ha ricordato il segretario, che è «quasi la fotocopia della vertenza Yara di nera Montoro, con accordi sottobanco ed imprenditori poco raccomandabili interessati solo alle aree». Nel 2010, ha ricordato Francesca Rossi, si avviò «una trattativa per la cessione dell’impianto Basell a Novamont», ma nonostante «l’impegno diretto» anche dello stesso segretario nazionale, Gigli, della cosa non si fece nulla e «forse la verità non la conosceremo mai».

La Regione Un affondo è arrivato quando il segretario ha parlato del presente, della «trattativa con la cordata formata da Terni Research, Novamont e Cosp, con la regia della Regione». Una trattativa che «sembra un romanzo giallo» e dalla quale, alla fine «Terni Research si è sfilata per la lungaggine dei tempi». Ed ecco la sberla: «La Regione ha tentato di emarginare il sindacato, o almeno un pezzo di questo, addossandogli addirittura in alcune fasi le colpe per la mancata riuscita dell’operazione».

Le domande Ma Francesca Rossi è andata oltre, ponendo una serie di domande che, in questi mesi, sono circolate spesso, ma sempre sottovoce: «Di chi sono gli interessi diversi in quell’area, visto che è all’interno della città?», si è chiesta. E, ancora: «Perché le informazioni sono centellinate?». Per poi entrare nello specifico: «Insomma – ha provocatoriamente chiesto – non si vuole vendere o non si vuole comprare?». Fino ad evocare lo spettro che «in quell’area, piuttosto che il grande progetto di riconversione, si aprirà un grande cantiere per la decommisioning degli impianti e relative bonifiche, con la scusa che Basell vuole troppi soldi?».

La Cgil Parole pesanti. Decisamente. Che chiamano in causa le istituzioni, ma anche gli altri sindacati, visto che in un passaggio precedente il segretario della Femca Cisl dell’Umbria non aveva mancato di rimarcare che «la stagione che stiamo vivendo è particolarmente pesante anche sul piano dei rapporti unitari, in particolar modo con la Cgil, che troppo spesso è schiacciata sulle posizioni demagogiche della Fiom». Il riferimento non è parso casuale, visto che poco dopo Francesca Rossi ha ricordato quello che è il percorso scelto dalla Cisl, che prevede la formazione della «nuova federazione dell’industria, monocomposta ed organizzata per comparti», nella quale, quindi chimici e metalmeccanici confluiranno. Attendersi delle repliche, alle parole del segretario, è il minimo.

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