Mika Seitovirta, Ceo di Outokumpu

di Marco Torricelli

Outokumpu alza l’asticella. Mika Seitovirta, Ceo della multinazionale finlandese, lancia un messaggio allarmante: «Le offerte che abbiamo ricevuto finora non sono accettabili: stiamo lavorando con la Commissione Ue per una soluzione che rispetti sia gli interessi di Outokumpu, sia le richieste dell’Antitrust di Bruxelles».

Il silenzio In un comunicato, poi, Outokumpu ricorda il rinvio del termine per finalizzare la cessione e precisa l’esistenza di un accordo tra le parti coinvolte nel processo per «non rendere noto alcun dettaglio del percorso». La multinazionale, però, dice che fornirà un aggiornamento in occasione della presentazione dei dati del secondo trimestre. I finlandesi, insomma, dicono due cose gravi in un colpo solo: la prima è che le offerte sono basse, la seconda è che non le renderanno note e che, quindi, nessuno potrà valutare la validità della prima. Tutto il mondo si adegui.

L’allarme La notizia è piombata in città proprio nel corso della prima delle due giornate di consiglio comunale straordinario e ha raggelato un’atmosfera che, già in avvio, dopo una relazione – chiara e dettagliata sino alla crudeltà – dell’ingegner Mario Priante, un tecnico di grande esperienza, che aveva chiaramente fatto capire come l’operazione ci cessione delle acciaierie rischiasse di rivelarsi un pessimo affare, per Outokumpu «che rischia di rimetterci 400 milioni», ma anche per la comunità ternana «che potrebbe veder fortemente ridimensionato il polo produttivo locale».

Gli scenari Questa sortita di Mika Seitorvita viene interpretata, a caldo, in modi diversi negli ambienti sindacali: «Di fatto questa presa di posizione poteva essere prevista – dice Nicola Pasini, della Uilm Uil – visto l’atteggiamento recente di Outokumpu e, per certi aspetti, potrebbe darci un margine di tempo ulteriore per elaborare una strategia più definita»; mentre Claudio Cipolla, della Fiom Cgil: «Si tratta della conferma dei dubbi che, da tempo, noi avevamo avanzato – dice – e che rafforzano i nostri timori rispetto ad una politica di indebolimento del sito ternano che abbiamo più volte denunciato».

Lo sciopero In fabbrica, intanto, si accentuano gli elementi di tensione: una nota della Rsu «denuncia il metodo con il quale la direzione stà amministrando i problemi legati allo scarico di produzione, alla gestione della cassa integrazione, utilizzando come strumento di riduzione dei costi lo smaltimento ferie dei Lavoratori, come sta avvenendo da diverso tempo in tutti i reparti dello stabilimento». Ma non solo, perché «in merito alla comunicazione del risultato negativo del primo trimestre» non si terrebbe conto di «cause non legate a fattori riconducibili alla mancata prestazione da parte dei lavoratori». E annuncia uno sciopero di due ore per giovedì 23 maggio.

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