Slitta di una settimana il tavolo ministeriale inizialmente fissato per il 7 ottobre, la nuova convocazione è per il 13; evidentemente si allungano i tempi della trattativa tra la proprietà Moplefan (che fa capo alla polacca Visopack) e il potenziale finanziatore della ripresa produttiva del film di polipropilene al sito del Polo chimico di Terni.
L’identità dell’investitore non è mai stata rivelata, tutto procede nel massimo riserbo, nonché nella preoccupazione che da anni accompagna i lavoratori di quella che fino a qualche tempo fa si chiamava Treofan (sotto il controllo dell’indiana Jindal) e dopo una breve parentesi Visopack ha ripreso la storica denominazione Moplefan, nel tentativo, forse, di restituire al prodotto ternano per il packaging di alimenti e tabacchi, un certo prestigio anche attraverso il marchio. Una strategia per l’agognato ritorno sul mercato dopo una lunga assenza.
Ad oggi tuttavia la ripresa è al palo e gli strumenti di tutela attivati nell’ambito della procedura negoziata della crisi gestita dal Tribunale, per i debiti accumulati coi fornitori, si vanno via via consumando: nei giorni scorsi è scaduta la protezione sui beni aziendali e l’ammortizzatore sociale che garantisce ancora un’entrata ai dipendenti sarà disponibile fino a novembre. In assenza di nuova liquidità per riavviare gli impianti e dotarsi delle necessarie materie prime, all’orizzonte ci sarebbe il fallimento. Cosa ne sarà della fabbrica e delle maestranze coinvolte, sarà probabilmente chiaro tra due settimane al tavolo del Mimit. L’attesa deve necessariamente finire.
