Hanno voluto incontrare la cittadinanza, soprattutto hanno invitato rappresentati politici del territorio per fare la loro proposta su crisi, occupazione, opportunità della città di Terni. Così Cgil e Cisl, con i segretari Attilio Romanelli e Riccardo Marcelli, hanno lanciato gli stati generali del lavoro in bct, nella giornata del Primo maggio.
Cgil e Cisl In un documento hanno sintetizzato le loro proposte partendo dai preoccupanti effetti della crisi, quindi la disoccupazione, la precarietà e l’incertezza nel futuro, nonché la difficoltà del sindacato stesso nell’intermediazione degli interessi del lavoro, del sociale e dei pensionati ma muovendo verso le opportunità della nuova industrializzazione, non senza perdere di vista una vasta rete di servizi, a cominciare da quelli sanitari. La proposta: «Riorganizzazione delle due aziende sanitarie territoriali; ridefinizione delle funzioni ospedaliere da quelle dell’Usl, in cui gli ospedali di Narni-Amelia-Orvieto dovrebbero far parte dell’unica azienda ospedaliera territoriale e l’Usl dovrebbe riassumere i suoi compiti specifici occupandosi di prevenzione, riabilitazione, dimissioni protette e presa in carico post dimissioni con potenziamento dell’assistenza e della cura domiciliare. Liste di attesa snelle, casa della salute H24, alleggerimento del pronto soccorso in un sistema che garantirebbe nuova occupazione».
Sindacato Nel contesto delle nuove opportunità lavorative non manca l’edilizia, che per Cgil e Cisl passa necessariamente per la riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente. Quanto alle nuove direttrici di sviluppo, Marcelli ha fatto riferimento al settore del Cinema per il quale si era sognato in grande salvo poi veder naufragare diversi progetti, quello su cui più di tutto insiste però, insieme a Romanelli è l’Ambiente. ‘No a lavoro e Ambiente antitetici’ è lo slogan di fondo, poi di fatto il discorso si articola sulla necessità di ‘riavere qualcosa indietro dalle multinazionali che hanno fatto gli interessi sul territorio’; l’imbeccata è insomma a investimenti per migliorare la qualità dell’aria, del suolo delle acque, ridurre l’inquinamento per il bene di tutti.
Terni In questa direzione va anche una parte degli investimenti previsti nell’ambito dell’Area di crisi complessa, più volte richiamata quale strumento per riattivare il tessuto economico della città, tra scetticismi di vario tipo, in attesa di vederne i risultati. «Nulla è dato sapersi sul progetto scorie di Ast o sul parco che sarebbe dovuto sorgere sopra la discarica del sito», la frecciata al management dell’acciaieria, al centro anche dei temi strettamente legati alla sicurezza visto il protocollo in discussione che i sindacati vorrebbero adottare come modello per tutte le realtà della provincia. Scotta poi il tema degli appalti, quello delle pulizie in Comune è preso ad esempio per descrivere la barbarie di questo capitolo, che vede sempre più gare affidate con criterio del massimo ribasso, non tenendo conto della qualità della prestazione per evitare l’abbrutimento sociale sia dei lavoratori che degli utenti; la ricetta: controlli su controlli e garanzia di applicazione dei contratti nazionali.
