Secondo i dati relativi ai primi tre mesi dell’anno in corso, forniti dalla Camera di commercio di Terni, il sistema delle imprese locali resta sostanzialmente stabile e in linea con la tendenza del 2014. Nel primo trimestre, infatti, il trend risulta in linea con lo stesso periodo dell’anno precedente. 563 sono le imprese che hanno cessato l’attività (a fronte delle 560 dello scorso anno), 443 è invece il numero delle iscrizioni rispetto alle 467 del 2014). Saldo negativo finale: 120 unità. Molto bene le società di capitali che registrano un saldo positivo. Al 30 marzo risultano iscritte 4.788 società di questo tipo, (119 aperture a fronte di 57 chiusure). Saldo negativo anche se contenuto per tutte le altre forme giuridiche. Su base regionale crescono dello 0,39% le cooperative.

Imprese Il settore maggiormente in crisi risulta essere quello edile; da inizio anno sono 36 le nuove imprese di costruzione iscritte alla Camera di commercio, ma le cessazioni sfiorano il centinaio (96). Non va meglio il commercio; in questo caso il saldo negativo tra iscrizioni e chiusure è di 55: 84 attività commerciali hanno aperto i battenti, a fronte delle 139 che li hanno serrati. Saldo negativo anche per il comparto artigiano. Tra gennaio e marzo del 2015 si sono registrate ben 116 iscrizioni ma le cessazioni sono state 191, dato perfettamente in linea col resto d’Italia. Delle 443 nuove, infine, 32 imprese iscritte appartengono al settore agricolo e 27 a quello industriale.

Umbria A livello regionale i dati non mostrano segnali di ripresa. Si contrae infatti tra il primo trimestre 2015 e il primo trimestre dello scorso anno il tasso di crescita che resta in terreno negativo e passa da -0,39% a -0,49%. Al 30 marzo in Umbria si sono iscritte infatti 1.614 imprese mentre 2.083 sono state le chiusure. Crescono anche i fallimenti: tra gennaio e marzo le imprese che a livello regionale hanno  aperto una procedura fallimentare sono state 75. In termini percentuali, il confronto con l’anno precedente segnala una crescita evidente del 31,6% del fenomeno. Dato che piazza la regione al secondo posto in Italia dopo il Molise.

Flamini «I dati provinciali – commenta il presidente della Camera di Commercio di Terni, Giuseppe Flamini – esprimono una tenuta del sistema imprenditoriale, le cessazioni e le aperture d’impresa sono in linea con quelle dello scorso anno, ma il saldo resta negativo e le difficoltà coinvolgono tutti i settori economici tradizionali.  È presto pertanto per parlare di inversione di tendenza, anche se nonostante le avversità dovute alla situazione di crisi, nella nostra provincia esistono grandi tradizioni imprenditoriali e tante eccellenze su cui poter investire. Per questo – conclude Flamini – continueremo a monitorare l’evoluzione del nostro sistema economico cercando  di mettere in campo iniziative in grado di far nascere nuove imprese e sostenere la qualificazione di quelle esistenti».