di Fabio Toni

Stretta sulle sponsorizzazioni gonfiate ad arte. Il giro di vite dell’agenzia delle entrate ha riguardato il territorio della provincia di Terni con controlli a tappeto. Sono oltre cento le aziende e società che nelle ultime settimane hanno ricevuto altrettanti avvisi di accertamento.

«Ti do mille e mi fatturi diecimila» Il meccanismo è semplice e noto a molti. Le imprese pagano le tasse sull’utile, ovvero su ciò che rimane dalla differenza fra ricavi e costi. Gonfiando ad arte quest’ultimi, le imposte diminuiscono. Le sponsorizzazioni a società sportive, culturali e del tempo libero, sono uno dei modi per aumentare i costi in maniera fittizia. Il caso pratico più semplice è quello dell’azienda che dà mille euro all’associazione sportiva (magari mettendo il marchio sulle magliette della squadra), con quest’ultima che fa figurare un contributo otto, nove, dieci volte superiore. Semplice e conveniente per tutti.

Il valore Le sponsorizzazioni finite sotto la lente dell’agenzia delle entrate oscillano tra i 10 mila e i 100 mila euro. In alcuni casi sono stati aperti anche dei fascicoli in procura per false fatturazioni. Almeno una quindicina i destinatari dei contributi, tra squadre sportive e associazioni culturali. Il rischio maggiore, però, è per le aziende che hanno potuto ridurre sensibilmente le tasse attraverso il ‘giochino’ messo in atto. Una volta completati i controlli, l’agenzia delle entrate procederà al recupero dei costi e alla rideterminazione dei cespiti su cui calcolare la pressione fiscale.

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