Nel primo semestre 2018 l’andamento dell’economia a Terni presenta segno positivo, ma le indicazioni risultano disomogenee per intensità e continuità. Questa la fotografia scattata dal report ‘Indicatori dell’economia’, pubblicato dalla prefettura di Terni e realizzato dai tecnici dell’Osservatorio speciale sull’economia del Palazzo del Governo che ha elaborato i dati forniti dai diversi enti sul territorio.

I numeri di sintesi Secondo l’indagine, i primi sei mesi dell’anno passato hanno visto un aumento del numero delle imprese attive iscritte nei registri camerali, anche se in misura contenuta. Come in passato, la crescita delle attività imprenditoriali interessa il settore dei servizi mentre sono ancora in calo le unità produttive della manifattura e delle costruzioni. Per quanto riguarda il commercio con l’estero, il primo semestre del 2018 mostra una ripresa sia delle importazioni che delle esportazioni. Le vendite sui mercati extranazionali sono consistenti nel made in Italy e nella chimica. Il mercato del lavoro mostra moderati segnali di crescita, con un aumento degli occupati e una diminuzione delle persone in cerca di lavoro. L’andamento positivo dell’occupazione trova conferma nella crescita degli avviamenti attivati ai Centri per l’impiego, limitatamente ai lavoratori italiani.

Cassa integrazione e crediti Il ricorso alla cassa integrazione guadagni registra una diminuzione delle ore autorizzate, sia ordinarie che straordinarie, mentre si azzerano gli interventi autorizzativi di cassa in deroga. Con riferimento al credito, si interrompe la crescita dei finanziamenti a favore delle imprese e diminuisce la quota delle esposizioni deteriorate. Il numero dei protesti si riduce sia come consistenza che come valore. Indicazioni positive provengono, infine, dal settore turistico, caratterizzato da una ripresa degli arrivi e delle presenze dei clienti, soprattutto stranieri.

Le imprese In base ai dati del registro imprese della Camera di commercio di Terni, nei primi due trimestri del 2018, il numero d’imprese attive è, rispettivamente, di 18.207 e 18.349 unità, con un incremento pari, rispettivamente, a 54 e 60 unità rispetto allo stesso periodo del 2017. L’andamento riprende il segno positivo avviato nel 2016 e che era stato interrotto nell’anno successivo in conseguenza di una consistente operazione di riallineamento dell’archivio camerale che ha comportato la cancellazione d’ufficio di quasi mille unità.

Chi sale e chi scende Continua la flessione tendenziale delle imprese collocate nei settori più maturi: manifattura, commercio, servizi di alloggio e ristorazione. Riguardo al settore delle costruzioni, nei prima metà del 2018 si interrompe la tendenza alla contrazione continua che aveva caratterizzato gli anni precedenti. Sono invece, in crescita le imprese che operano in altri settori del terziario orientato sia ai servizi delle famiglie che delle imprese dove sono maggiori le possibilità di avviare attività che intercettino una domanda crescente o nuova. In particolare segnano una variazione positiva le attività finanziarie e assicurative, le immobiliari, professionali, scientifiche e tecniche, artistiche, sportive, di intrattenimento e diverse.

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