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Nel secondo semestre 2015 l’andamento dell’economia ternana ha visto consolidare i segnali della moderata ripresa che si era cominciata a manifestare nella prima parte dell’anno. Gli indicatori economici analizzati confermano l’avvio di un’inversione di tendenza dopo il prolungato periodo negativo degli anni precedenti. È quanto emerge dalle pagine del nuovo rapporto, aggiornato al 31 dicembre 2015, dell’Osservatorio provinciale della prefettura ed al quale partecipano Istat, Regione Umbria, Camera di Commercio, Inps e Direzione territoriale del lavoro, con il contributo informativo della Banca d’Italia.

I numeri Negli ultimi due trimestri del 2015 si è arrestata la contrazione del numero delle imprese attive iscritte nei registri camerali, anche se manifattura e costruzioni si confermano i settori di attività maggiormente interessati dalla flessione. Nel terziario si registrano segnali di nuova vivacità delle attività imprenditoriali, soprattutto nei comparti dei servizi alle persone. Nel commercio con l’estero il 2015 segna una ripresa sia delle esportazioni che delle importazioni, con una tendenza ancora più accentuata nel secondo semestre dell’anno.

Più occupati Il mercato del lavoro si mostra maggiormente dinamico rispetto al passato, con la crescita del numero degli occupati e la diminuzione delle persone in cerca di occupazione, invertendo l’andamento sfavorevole registrato negli ultimi anni. L’andamento positivo è confermato dalla ripresa dei rapporti di lavoro attivati ai centri per l’impiego, che interessa sia i lavoratori italiani sia quelli stranieri. La variazione è positiva soprattutto per quanto riguarda i contratti a tempo indeterminato ed interessa sia l’industria che il terziario. Diminuiscono le ore di cassa integrazione, sia ordinaria che in deroga, mentre è aumentato il ricorso alla cassa straordinaria.

Il credito Con riferimento al credito, il mercato ha evidenziato segnali di ripresa caratterizzati da un incremento delle erogazioni di prestiti bancari. La qualità del credito è stabile, mentre il numero dei protesti è diminuito sia come consistenza che come valore. Indicazioni positive anche dal settore turistico, caratterizzato da una ripresa degli arrivi e delle presenze negli esercizi ricettivi, sia dei clienti italiani che di quelli stranieri.

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