di M. To.
Si sentono presi in mezzo. Dagli ex lavoratori di Basell che li accusano di averli abbandonati, da quelli dell’Isrim che chiedono di non esserlo e dalla Regione, dalla quale sono arrivate bordate mica da ridere.
Basell Agli ex lavoratori di Basell arriva la prima risposta: «Per nessun altro – dicono i sindacalisti dei chimici ternani – sono Stati chiesti ed ottenuti i provvedimenti che li hanno riguardati. Circa 100 di loro adesso lavorano in Alcantara o in Beaulieau e la stessa richiesta è stata avanzata alla Novamont».
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Riommi Nei giorni scorsi l’assessore regionale Vincenzo Riommi aveva detto che per le aree di proprietà della multinazionale «dalle imprese del territorio non sono arrivati progetti e dalle forze sociali non abbiamo avuto riscontri». Un pensiero, decisamente poco amichevole, i sindacalisti glielo inviano: «Visto che nessuno gli risponde – dice Sergio Cardinali, della Filctem Cgil – lo facciamo noi e gli ricordiamo che, almeno per quanto ci riguarda, di riscontri me ha avuti, forse fin troppi, visto che ad un certo punto ci ha tagliati fuori».
La ‘cabina di regia’ Perché, dice Franco Di Lecce, della Uiltec Uil, «ad un certo punto in Regione ci si è inventati la così detta ‘cabina di regia’, che ha avocato a sé tutte le funzioni di verifica e controllo delle possibili trattative, gestendole in prima persona e limitandosi ad informarci di tanto in tanto. Mentre tutti gli incontri formali che si sono svolti. A Roma come a Terni, sono stati sempre frutto dell’iniziativa sindacale».
Il ‘cluster’ Sui progetti insiste anche Fabrizio Framarini, della Femca Cisl: «Quando si cominciò a parlare dei fondi disponibili per il ‘cluster’ della chimica, fu chiaro che gli 11 milioni di euro disponibili per la nostra area sarebbero stati messi a disposizione di chi avesse presentato del progetti. Che vennero presentati, ma poi bloccati perché erano tutti da realizzare su quelle aree ex Basell che sono ancora immobilizzate a causa dello stallo della trattativa relativa alla loro cessione. E la Regione non è certo estranea a questo stallo».
Gli esempi Ed arrivano a dire che «quando ci siamo mossi noi in prima persona, e i casi Beaulieau e Bayer sono lì a dimostrarlo, i risultati sono arrivati: le azienda hanno fatto investimenti, mantenuto fede agli impegni e gli stabilimenti lavorano. Forse non è un caso e, sempre forse, non sarebbe inutile un bagno di umiltà da parte di chi, negli ultimi quattro anni, ha fatto promesse mirabolanti senza mai mantenerne una».
Il governo Ma i sindacalisti ne hanno anche per il governo: «Siamo certi che se a Roma si fosse messo in campo un impegno solo parzialmente simile a quello dedicato all’Ast – dicono – la questione relativa al polo chimico sarebbe arrivata già da tempo ad una soluzione dignitosa. Siamo bel lieti che l’accordo per le acciaierie sia arrivato, ma adesso chiediamo finalmente una pari dignità anche per i lavoratori del nostro settore».
Isrim Un nervo scoperto è anche quello dell’Isrim, con la trattativa che potrebbe portare alla costituzione di una sorta di newco – con Asm e ‘Umbria risorse’ – segna il passo e i ricercatori sono ancora a palazzo Spada, dove hanno ‘occupato’ da giorni una delle sale del consiglio comunale.
Le procedure Asm, spiega Cardinali, «ha apportato una modifica al suo statuto, che permettesse di inserire la parola ‘ricerca’ tra quelle che ne compongono la mission ed ora dovrà essere il consiglio comunale ad approvare la cosa. Poi si potrà procedere con la stipula di un protocollo d’intesa. Ma anche in questo caso il sindacato e i lavoratori rischiano di restare a fare gli spettatori, anche se non è certo nostra intenzione permettere che questo avvenga».
