di Mar. Ros.

Scarsa affluenza soprattutto rispetto alle recenti tornate elettorali per il rinnovo delle Rsu, piuttosto in linea col trend delle comunali: alle urne per il referendum sindacale sul premio di risultato Ast solo il 62,7% degli aventi diritto al voto ma trionfa il sì. Ad approvare l’accordo sottoscritto dalle sigle metalmeccanici, fatta eccezione per l’Usb, insieme all’amministratore delegato Massimiliano Burelli è il 77,3% dei votanti.

Premio Ast A dire di no al tetto massimo dei 600 euro vincolati per un 40% al TkVa e per il restante 60% a parametri di qualità, volumi e sicurezza, appena 328 lavoratori dell’acciaieria ternana, a fronte dei 1138 che hanno accettato. Sei le schede nulle, nessuno ha lasciato invece carta bianca. A questo punto la prima tranche del premio sarà erogata a partire dal mese di luglio, previa verifica dei consuntivi del primo semestre di esercizio. Concluso in tempi stretti lo scrutinio, nel tardo pomeriggio di mercoledì, al terzo giorno di operazioni di voto. Per i sindacati che hanno firmato il patto tanto agognato con l’azienda senza dubbio un successo, nonostante la macchia dell’inaspettata scarsa affluenza, dopo un percorso fatto anche di proteste, oltre che tira e molla tra le parti, e assemblee che hanno consegnato alle segreterie territoriali di categoria e alla Rsu di fabbrica l’esigenza di esprimere un voto segreto piuttosto che palese.

Acciaieria di Terni Ad oggi i soldi sono effettivamente sul tavolo, per averli serve raggiungere gli obiettivi concordati. Quello che l’azienda offre, come messo nero su bianco, è un tetto massimo di 600 euro e l’indicatore Thyssenkrupp Value added pesa. Se quel parametro economico-finanziario aziendale, relativo all’esercizio 2017-2018 non raggiunge la soglia minima di 23 milioni, il premio è negato. Se è pari o superiore a questa cifra, al netto del 100% degli altri due parametri, la somma annuale a favore di ciascun lavoratore non va oltre i 300 euro; a 600 euro si arriva solo nel caso in cui il TkVa sia pari o superiore a 27 milioni di euro. Alle cifre assolute, da intendersi lorde, va applicato inoltre il sistema ‘obiettivo’ che può essere minimo, pieno o massimo; sono questi i tre livelli di incidenza dei parametri sul totale del premio erogabile: 50%, 100%, 125%. I tre indicatori secondari (ciascuno pesa per un 20%, rispetto al 40% del solo TkVa) sono: volumi produttivi, sicurezza e qualità. Il personale può decidere di convertire la quota in buoni welfare.

Usb «Una larga parte di lavoratori giudica idonea l’entità economica e la struttura per l’assegnazione del premio. L’Usb di contro – scrive il sindacato – ritiene che i lavoratori con il voto abbiano voluto affermare di ritenere l’incentivo un premio minimo. La sua accettazione è stata determinata in modo inequivocabile da elementi sostanziali, quali il fatto che in questi ultimi quattro anni le condizioni economiche e, in generale, il peso ed il potere d’acquisto dei salari si sono contratti notevolmente, creando una forte richiesta di miglioramento. Ci preme anche sottolineare come i 328 voti contrari registrati, sono anche il frutto della battaglia e del lavoro svolto dalla nostra organizzazione all’interno dello stabilimento, volto ad incentivare una presa di coscienza e consapevolezza sulle reali condizioni retributive e lavorative degli addetti». Questione affluenza: «Considerata l’evidente percentuale di astenuti al voto, riteniamo ci sia ancora molto lavoro da fare affinché i lavoratori prendano piena coscienza delle proprie prerogative e possibilità decisionali e partecipative. Non possiamo non condannare il comportamento sordo della direzione aziendale che, non avendo neanche risposto alle nostre sollecitazioni, non si è adoperata affinché la nostra organizzazione – pur non essendo firmataria dell’ipotesi di accordo- potesse prendere parte alla gestione del referendum».

@martarosati28

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