di Chiara Fabrizi
Seicento cash oppure ottocento in welfare, quindi dalle visite mediche agli interessi sui mutui. Tanto vale il premio di risultato in Garofoli spa approvato all’unanimità dai lavoratori dell’azienda che opera sia nel mercato civile che in quello militare, realizzando da progetti propri o del cliente, sistemi e componenti per settori tecnologicamente avanzati, quali difesa, energia, telecomunicazioni ed aerospaziale. Ad oggi la Garofoli è composta da due principali divisioni: Garofoli Costruzioni e Aginox, verticalizzazione acciaio inossidabile e occupa circa 120 dipendenti. Soddisfatti anche i sindacati che, in una nota, non ci girano intorno: «Quando parliamo di buon sistema di relazioni sindacali intendiamo questo».
Premio di produzione in Garofoli vale 600 euro L’accordo triennale di secondo livello mette al centro sia i risultati aziendali che il ruolo dei lavoratori, ma soprattutto appare fin da ora molto accessibile. In altre parole, il centinaio di dipendenti dell’eccellenza di Terni hanno alte probabilità di incassare il premio di risultato concordato, che girerebbe intorno al raggiungimento di un fatturato leggermente al di sotto dei 10 milioni di euro, ma può anche essere riparametrato nel caso in cui si vada un poco al di sotto ma anche un poco al di sopra a quanto stabilito nell’accordo. L’intesa tra azienda, Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil è stata discussa assemblea dai lavoratori, che l’hanno approvata compattamente: «Auspicano che questo accordo sia un esempio per molte aziende metalmeccaniche del territorio e per le associazioni datoriali, rappresentando un’esperienza avanzata di consolidamento produttivo nel territorio, salvaguardia occupazionale, qualità del lavoro e redistribuzione della ricchezza». Il messaggio sembra diretto ad Acciai Speciali Terni dove l’asticella è ferma a 500 euro e la mobilitazione dietro l’angolo.
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