Il convegno

di Massimo Colonna

Il polo siderurgico ternano nonostante la crisi resta il punto di riferimento in quanto a occupazione e volumi e ha bisogno dell’appoggio delle istituzioni per affrontare al meglio le sfide del futuro, a cominciare dalla sovraproduzione cinese. Questo in estrema sintesi il tema del convegno che si è svolto nelle sale dell’Arpa, organizzato dalla Camera di Commercio di Terni dal titolo ‘Polo siderurgico ternano: un’opportunità per il rilancio del sistema Italia’, a cui hanno preso parte esponenti delle istituzioni locali ma anche nazionali ed internazionali.

Il convegno: fotogallery

I temi caldi Misure antidumping, rispetto degli accordi ministeriali, valutazioni ambientali: tutti temi caldi relativi alla Tk Ast che hanno trovato spazio al tavolo. Tra i presenti, David Sassoli, vice presidente del Parlamento Europeo, la governatrice dell’Umbria Catiuscia Marini, il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo, il presidente della Camera di Commercio Giuseppe Flamini. Poi esponenti di Tk Ast e del mondo imprenditoriale ternano.

I numeri Sul tavolo anche diversi dati, come quelli esposti da Gianfranco Tosini, dell’ufficio studi Siderweb.com. «Ast su Terni rappresenta il 4 per cento del Pil provinciale e il 7.3 per cento di quello comunale. Nel settore manifatturiero inoltre la multinazionale rappresenta il 37 per cento su base provinciale e il 63 per cento nel territorio comunale». Numeri che ovviamente crescono se si considera anche l’indotto.

Gli accordi con il Mise Nel suo intervento la governatrice Marini si è soffermata in particolare sulla situazione di Ast dopo l’ultimo incontro al ministero dello Sviluppo economico per la verifica dell’accordo del dicembre 2014. «Questo convegno rappresente una occasione importante di confronto su quale ruolo debba avere l’industria siderurgica in Italia, ma anche in Europa, soprattutto per capire come, e con quali strumenti, poter mantenere la capacità produttiva dei siti europei, e quindi anche delle Acciaierie di Terni, di fronte alla sovracapacità produttiva che viene dall’Asia e, soprattutto, dalla Cina. Sarà utile capire come la stessa commissione europea intenderà affrontare questa problematica soprattutto in relazione alla conferma o meno delle misure temporanee di dazio che ha introdotto. Sarà inoltre importante l’effettivo realizzarsi dei programmi di investimenti che Tk ha previsto a Terni, che sono stati anche confermati nel recente incontro al Mise».

Linea 6 e scorie Decisivi per il futuro delle Acciaierie di Terni, secondo la presidente Marini, «saranno inoltre la realizzazione della linea 6 ed il mantenimento della capacità produttiva sul milione di tonnellate/anno e lo stop alla prosecuzione di ristrutturazioni che possano coinvolgere i lavoratori».

Twitter @tulhaidetto

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