di M.T.
Mezzo milione o poco meno. Sarebbe il passivo con deve fare i conti l’Isrim, l’Istituto superiore di ricerca sui materiali speciali, di cui giovedì, nel corso dell’assemblea dei soci – il 60% delle quote è in mano pubblica, tra cui Comune, Provincia di Terni e Sviluppumbria – si potrebbe decidere il futuro. Almeno quello prossimo.
Liquidazione Il timore del personale è che stia maturando la convinzione che la mesa in liquidazione dell’istituto sia il male minore, visto che le passività stanno erodendo sempre di più un capitale sociale sul quale i soci pubblici non possono intervenire e che, all’orizzonte, non c’è certo la fila di aspiranti soci privati. I 33 ricercatori, nei giorni scorsi, si erano rivolti direttamente alla presidente Marini, che aveva assicurato di seguire con attenzione l’evolversi della situazione.
Il vertice In vista dell’assemblea, lunedì scorso si è svolto, in Regione, un vertice al quale hanno preso parte, oltre all’assessore regionale Vincenzo Riommi, quelli di Comune e Provincia, Sandro Piermatti e Domenico Rosati, l’amministratore unico dell’Isrim, Maurizio Cipollone, i rappresentanti di Sviluppumbria e le organizzazioni sindacali. Riommi aveva richiamato, tutti, alle rispettive responsabilità: «Perché è necessario fare – aveva detto – tutti i tentativi per evitare la messa in liquidazione dell’Isrim». Ma la strada è in salita.
Piermatti Il valore dell’Isrim, dice Sandro Piermatti, «è stato unanimemente riconosciuto e tutti hanno convenuto che è un soggetto da salvaguardare per il ruolo che svolge sul territorio e nelle dinamiche industriali ed economiche della Regione. Tutte le parti hanno, altresì, condiviso che è necessario fare tutti i tentativi per evitare la messa in liquidazione dell’istituto, condizioni che verranno esaminate nell’assemblea dei soci». Ma su quali basi, non è chiaro.
Gli attacchi Le opposizioni, ovviamente, non stanno a guardare. Il senatore Stefano Lucidi, del Movimento 5 Stelle, dopo la visita all’istituto, ha inviato un’informativa al ministro e a tutti i membri della commissione ambiente del senato. «Ci è stato confermato – dice il senatore – che la questione verrà approfondita dalla commissione. Alla luce di questa disponibilità chiediamo con ancora più forza che tutto venga rimandato al rientro dalle ferie e non vengano prese decisioni affrettate nella giornata di giovedì. Soprattutto – aggiunge – visto che ci giunge notizia dell’assenza del sindaco di Terni».
La Regione Mentre il capogruppo del Pdl in Regione, Raffaele Nevi, si era rivolto direttamente alla presidenza «perché, attraverso Sviluppumbria, deve interessarsi concretamente della questione», ricordando «gli errori fatti nel passato, che hanno messo molti lavoratori nella condizione di non avere prospettive per il futuro».
Tecnocentro Uno dei quali è quello relativo alla gestione del rapporto con Tecnocentro, il socio privato che con il suo fallimento, aveva ricordato l’assessore Riommi, «ha di fatto reso impossibile l’avvio di un programma di studi e ricerche che avrebbero portato almeno 5 milioni di euro nelle casse dell’istituto», evitando che finisse nella situazione attuale.
