Una manifestazione per la Basell

di Re.Te.

Due mesi. Ancora due mesi, come minimo. Perché l’unico risultato scaturito dall’ennesimo vertice che si è svolto lunedì a Roma, nella sede del ministero dello sviluppo economico – e che era stato richiesto dalla Regione – è stato che ci vorrà un tecnico, individuato dalle parti, che entro 60 giorni dovrà effettuare una puntuale stima dei costi relativi alla bonifica ambientale dell’area.

Le offerteLa vicenda si trascina da mesi, in un balletto di cifre stucchevole quanto, fino ad oggi, inutile. Ad una prima offerta di acquisto – 4 milioni di euro – avanzata da quella che, all’epoca, era la cordata composta da Terni Research, Novamont e Cosp Tecnoservice, aveva fatto seguito una seconda – 6 milioni e mezzo – che non aveva avuro risposte dalla Lyondell Basell, tanto che alla fine Terni Research si era sfilata.

Il rilancio A fine maggio, poi, la multinazionale aveva rilanciato, chiedendo circa 17 milioni di euro per vendere l’aera di cui è proprietaria nel polo chimico ternano. Congelando, di fatto, una trattativa nella quale, va ricordato, un ruolo importante lo aveva ricoperto la Regione, tanto che l’assessore Vicenzo Riommi aveva garantito che i poco meno di 4 milioni di euro promessi da Terni Research (che si sarebbe dovuta accollare i costi più elevati nell’operazione) li avrebbe trovati lui. Ma che, dopo il rilancio di Lyondell Basell,  era tornata in alto mare. 

La speculazione Perché erano tornati ad aleggiare gli spettri di quella speculazione – di carattere edilizio e commerciale – che in questi mesi sono stati più volte paventati: 40 ettari di terreno, seppur gravati dalla necessità di essere bonificati (si ipotizza un costo di compreso tra i 20 e i 30 milioni di euro per le operazioni), ma praticamente in città e con una rete di collegamento stradale non disprezzabile, possono far gola a ‘palazzinari’ e speculatori vari.

La stima Lunedì, alla fine (fine?) si è deciso che «per poter addivenire agli accordi definitivi di cessione del sito da parte della multinazionale» fosse necessario l’intervento di un tecnico. Per stimare i costi.  Lo hanno deciso il dirigente generale del ministero, Giancarlo Castano; la presidente della Regione, Catiuscia Marini; l’assessore regionale allo sviluppo economico, Vincenzo Riommi; il presidente della Provincia di Terni, Feliciano Polli; il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo; il direttore generale di Sviluppumbria, Mauro Agostini e i rappresentanti della Basell.

Il commento «Sarà nostro interesse – ha sostenuto la presidente Marini a nome delle istituzioni umbre – seguire con attenzione l’evolversi della vicenda affinché questo lavoro possa procedere celermente consentendo in tempi brevi la messa a disposizione dell’area del sito industriale». Ora si attendono i commenti dei sindacati.