Il sottosegretario Claudio De Vincenti

di Marco Torricelli

Accelerare i tempi per la cessione dell’Ast, «per la quale auspichiamo il passaggio ad un investitore industriale e preferibilmente europeo» e metterla in condizione di confrontarsi con un mercato in evoluzione. Il sottosegretario al ministero dello sviluppo economico, Claudio De Vincenti, ospite della festa del Pd, detta la strategia per le acciaierie ternane.

I tempi Una sollecitazione è venuta dal presidente della provincia, Feliciano Polli: «Si è concesso molto tempo, ad Outokumpu – ha ricordato – per identificare un acquirente che fosse di suo gradimento, ma adesso i finlandesi devono decidere. Non è possibile concedere ulteriori dilazioni» ed ha anche indicato una data: «Entro il 7 novembre questa trattativa deve essere conclusa, perché il tempo gioca contro di noi».

Endorsement L’intervento di De Vincenti si è trasformato in una sorta di endorsement per Aperam. Parlando della trattativa in corso tra Outokumpu ed i possibili acquirenti delle acciaierie ternane, il sottosegretario ha fatto un riferimento esplicito al fatto che il governo italiano «preferirebbe che la proprietà restasse nelle mani di un imprenditore europeo con caratteristiche industriali». E gli unici che corrispondono a questo identikit sono proprio i lussemburghesi di Aperam, con a rimorchio gli italiani Arvedi e Marcegaglia.

Rumors Da quando Outokumpu ha iniziato a sfogliare la margherita, infatti, l’elenco dei nomi dei – veri o presunti – soggetti interessati all’acquisto si è via via allungato: dopo Posco e Tsinghan, ma anche Rocca e Firtash, oltre ai ‘fondi di investimento’ (sempre considerati pericolosi, ma portatori di quattrini sonanti) è spuntato quello della Yieh united steel corporation, la taiwanese Posco insomma. Ma le parole di De Vincenti – che ha fatto capire come la stessa cosa sia stata detta, nei giorni scorsi, dal presidente del consiglio, Enrico Letta, al vicepresidente della Commissione europea, Joaquin Almunia – lasciano pochi dubbi.

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La crisi Il sottosegretario De Vincenti ha mostrato di comprendere le motivazioni che hanno portato il segretario della Cgil, Susanna Camusso, a chiedere che quella ternana sia riconosciuta come area di crisi industriale complessa: «Le situazioni di crisi – ha detto – vanno affrontate in un’otica di prospettiva, dotando le aree maggiormente colpite degli strumenti necessari ad affrontarle», ed ha anche convenuto sul fatto che «gli accordi ed i protocolli siglati negli anni passati non sono stati poi di adeguate risorse economiche che li rendessero attuabili».

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