Mika Seitovirta, Ceo di Outokumpu

di Marco Torricelli

Loro dicono che era tutto previsto, o quasi, ma nel terzo trimestre del 2013 Outokumpu ha registrato perdite per 126 milioni di euro (erano stati 80 milioni nel secondo trimestre), soprattutto, spiega la multinazionale, perché «la domanda mondiale di acciaio inossidabile è diminuito del 6,2% rispetto al secondo trimestre e l’area ‘Emea’ (Europa, Medio Oriente e Africa) è stata la più colpita, con un calo del 19,1%».

Profondo rosso Tanto che, sempre nel corso del terzo trimestre del 2013, dice Outokumpu «le forniture di acciaio inossidabile sono diminuite del 1,4%, scendendo a 647mila tonnellate contro le 656mila del trimestre precedente». Complessivamente, nei primi nove mesi dell’anno «il gruppo ha consegnato due milioni e 6mila tonnellate di acciaio inossidabile, contro i due milioni e 141mila dello stesso periodo del 2012 (il 6,3% in meno)».

Si minimizza Se a questo aggiungiamo che «anche il prezzo dell’acciaio inox – è sempre la multinazionale a dirlo – è in calo, del 6,8%» il quadro complessivo della situazione non è certo roseo. Peraltro Outokumpu fa notare che «il flusso di cassa operativo è stato positivo per 124 milioni di euro guidato dal rilascio del capitale circolante e l’indebitamento finanziario netto fruttifero è sceso sotto i tre miliardi di euro».

I programmi Mika Seitovirta, Ceo di Outokumpo, dice che «i nostri risultati finanziari sono rimasti insoddisfacenti, ma sono stati in linea con le nostre aspettative. Dal momento che non ci aspettiamo alcun miglioramento materiale sul lato della domanda e l’eccesso di capacità globale in acciaio inox persiste, è essenziale che continuiamo a concentrarci sui nostri clienti e allo stesso tempo l’attuazione delle riduzioni dei costi tanto che stiamo accelerando le nostre azioni di ristrutturazione in Europa con il nostro nuovo piano industriale»

Ast Terni I grandi numeri ed il commento di Seitovirta, inevitabilmente, rimettono al centro dell’attenzione lo stabilimento Ast di Terni e la procedura di dismissione che ad Outokumpu è stato imposto dalla Commissione europea: «Le trattative – spiega la multinazionale – continuano con le parti interessate e si sta lavorando intensamente per completare la cessione e l’obiettivo è quello di firmare una transazione entro la fine dell’anno».

Aperam Le notizie contenute nel ‘bollettino’ di Outokumpu avranno fatto fregare le mani a chi, in casa Aperam, sta conducendo le trattative per l’acquisizione delle acciaierie di Terni, perché indubbiamente indeboliscono la posizione dei finlandesi; ma fanno crescere i timori sulla capacità del sito ternano di ‘tenere botta’ e far restare in piedi la baracca in attesa che le trattative arrivino a quella che, ormai, sembra comunque una fine annunciata.

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