di Marco Torricelli
La sua nascita è stata frutto di uno ‘spacchettamento’. Dopo che la multinazionale belga Beaulieu aveva rilevato gli impianti di produzione di Meraklon, quelli dove si produce il ‘fiocco’ in polipropilene; la Meraklon Yarn, che produce invece il ‘filo’ era finita nelle mani di un gruppo che le aveva dato il nome di New Neofil, ma che – oltre al drastico taglio degli occupati – non aveva dato grandi segni di vitalità.
I tagli Dei 109 addetti della Meraklon yarn, infatti, solo una quarantina erano stati ricollocati nella New Neofil, mentre gli altri erano stati costretti ad una serie di manifestazioni di protesta – con tanto di minacce di passare ala ‘vie legali – per poter ricevere le somme arretrate che gli spettavano, circa mille euro a testa, ma che con una scusa o un’altra, venivano loro negate.
Edison Ma gli arretrati, a quanto pare, la new Neofil non li ha accumulati solo con gli ex lavoratori della Meraklon Yarn che ha lasciato fuori dai cancelli. Il fornitore dell’energia elettrice, la Edison, avrebbe fatto più di un sollecito – in relazione a ‘bollette’ insolute – fino ad arrivare, alla fine, alla minaccia di distacco.
Il rischio La conseguenza, se ciò dovesse avvenire – «sappiamo che ci sono dei problemi – conferma una fonte sindacale – e contiamo di avere informazioni più precise subito dopo Pasqua» – oltre che al blocco della, poca, produzione che New Neofil riesce a mettere insieme, metterebbe in serio pericolo la sopravvivenza stessa del sito, già alle prese con una situazione di mercato difficile e caratterizzata da una relativamente bassa redditività del prodotto».
