di Mar. Ros.
«Le risorse ci sono, ora è tempo di fare progetti rapidamente». Questo il messaggio lanciato alle imprese dal ministro allo Sviluppo economico. Tre i filoni sui quali il numero uno del Mise, Carlo Calenda, ha sviluppato il suo intervento a Terni, nella sede Arpa, rivolgendosi a una platea di imprenditori, manager, sindacalisti, esponenti politici, professori universitari e rettori: il riconoscimento dell’area di crisi complessa per il territorio di Terni e Narni, il piano ‘Industria 4.0’ e la gestione dell’emergenza terremoto.
Area di crisi complessa Terni-Narni Sul primo punto Calenda ha chiarito subito: «Non si tratta di un traguardo ma di un punto di partenza, abbiamo concentrato 250 milioni di euro sulla Legge 181 e non è escluso che questa somma (riferita all’intero territorio nazionale) possa crescere ancora ma la vera sfida è nelle mani dei territori e rispetto ad altri voi siete avanti grazie allo studio Ambrosetti». Il ministro ha fatto riferimento al ‘Masterplan’ di cui Giammarco Urbani, presidente sezione Terni di Confindustria Umbria ha ricordato: «Ci ha permesso di individuare tre grandi traiettorie: la chimica verde, la riqualificazione energetica e la manifattura intelligente». Un modo per dire che le strade da percorrere per utilizzare al meglio le risorse del governo sono già state tracciate. Su questo si è espressa anche la governatrice umbra Catiuscia Marini: «Non pensiamo di progettare in base alle risorse, pensiamo in grande e produciamo quante più idee innovative possibili perché insieme possiamo trovare forza e mezzi per realizzarli».
Emergenza terremoto La presidente rivolgendosi a Calenda: «Grazie per quanto state facendo nell’affrontare il dramma del sisma che colpisce anche la nostra regione dal 24 agosto scorso e che si sta presentando in una forma che non ha precedenti. Il governo – ha detto – ha avuto orecchie attente e tempistica adeguata intervenendo con un decreto legge ad hoc unico. È la prima volta che a poche settimane dal fenomeno cittadini e imprese conoscono la certezza di una copertura economica, regole certe sulla ricostruzione e sugli interventi per il sistema produttivo. Avere accanto alla certezza della ricostruzione, la previsione di un intervento di difesa dalle calamità naturali rappresenta una scelta coraggiosa». Il ministro: «Siamo fortemente impegnati sul fronte terremoto ed è in corso un confronto con l’Europa anche piuttosto animato proprio per il progetto di prevenzione e messa in sicurezza delle aree sismiche. Se l’Europa non capisce che sforare dello 0,1% dal patto di stabilità significa salvaguardare l’incolumità degli italiani, allora ha problemi che vanno oltre queste esigue percentuali».
Industria 4.0 Sull’area di crisi complessa, Calenda: «Mi sono confrontato più volte con la vostra determinatissima presidente e conveniamo che tra due anni dovranno già vedersi gli effetti di questo strumento che accelera l’accordo di programma e la possibilità di utilizzare risorse nazionali, ivi comprese quelle del Piano ‘Industria 4.0’ che prevede incentivi fiscali per 13 miliardi di euro, distribuiti in sette anni tra il 2018 e il 2024 per la copertura degli investimenti privati sostenuti nel 2017 e un aumento di spesa privata per un totale di 24 miliardi (+10 miliardi in innovazione nel 2017; +11,3 miliardi nel triennio 2017-2020 per la ricerca e lo sviluppo; +2,6 miliardi dei finanziamenti privati, soprattutto nell’early stage, tra 2017-2010). Si tratta di una straordinaria opportunità che tutti devono conoscere perché spesso in Italia il problema non sono i soldi ma la capacità di spenderli, quindi dovete conoscere per usufruire». La governatrice Marini: «Si sta aprendo una fase nuova, la partita area di crisi complessa e Industria 4.0 non ci pongono di fronte alla disponibilità di ammortizzatori sociali, dobbiamo metterci in gioco davvero».
Terni-Narni Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente di Confindustria Umbria Ernesto Cesaretti e i due sindaci di Terni e Narni, Leopoldo Di Girolamo e Francesco De Rebotti. «A disposizione strumenti utili, ponderati e condivisibili – ha detto Cesaretti – Formazione e infrastrutture di rete sono imprescindibili in questa fase». Il numero uno di Palazzo Spada: «La programmazione di area di crisi complessa cerca di ridisegnare il futuro del nostro territorio in termini di manifatturiero avanzato e qui ci sono fattori come cultura dell’industria, storia e professionalità che giocano a nostro favore. È un momento di aspettative e timori anche per l’esito delle elezioni Usa, ma quella che abbiamo di fronte è una sfida epocale, scientifica, ambientale e imprenditoriale. È stata imboccata finalmente la strada giusta perché i dati dimostrano quanto l’avanzamento dell’industria sia oggi legato all’innovazione tecnologica. Le istituzioni locali insieme al governo – ha concluso Di Girolamo – vogliono essere protagoniste». De Rebotti: «Con area di crisi complessa dobbiamo rimettere assieme i cocci tra le due città (Terni e Narni) segnate da passaggio e presenza di grandi e numerose multinazionali, ma – ammonisce – non possiamo permetterci lentezza, serve velocità. Se avessimo avuto questa opportunità prima, forse avremmo potuto evitare di aprire faglie pericolose nel tessuto economico-industriale del nostro territorio, in ogni caso penso che le azioni messe in campo dal governo portino sviluppo e occupazione. Abbiamo bisogno di positività, io nutro speranza».
@martarosati28
