Un laboratorio dell'Isrim

Il consiglio comunale di Terni, l’ha messo all’ordine del giorno. Per lunedì 28 luglio. Si dovrebbe affrontare il ‘caso’ Isrim. Ma c’è un piccolo problema: tre giorni prima, venerdì 25, è in programma l’assemblea dei soci che, vista l’aria che tira e visto che l’ipotesi-cooperativa non decolla, dovrebbe votare per il suo fallimento.

La richiesta Secondo i lavoratori di Isrim, «sarebbe come prescrivere ad un malato una cura dopo essere stati al suo funerale», visto che il consiglio non potrebbe che prendere atto di quanto deciso in assemblea. E allora ecco la proposta: «anticipare a prima del 25 luglio il consiglio comunale programmato per il 28, o convocare un’assemblea straordinaria, entro il 24 luglio, per esprimersi su detto fallimento», in quanto i lavoratori reputano indispensabile che una qualsiasi discussione sull’argomento non venga procrastinata oltre la data del 25.

Il caso Tk-Ast Mentre da un lato, dicono i lavoratori di Isrim, «osserviamo una giusta mobilitazione per salvaguardare i posti di lavoro di 550 ternani a rischio per la vicenda Thyssen, a cui esprimiamo tutta la nostra solidarietà e vicinanza, dall’altro rileviamo che la politica locale licenzia 32 lavoratori il cui destino è legato direttamente alle loro scelte. Allora ci domandiamo: con che autorevolezza ci si siederà al tavolo della multinazionale di turno per convincerla a non licenziare se sono le istituzioni a dare il cattivo esempio nell’unica vicenda che le vede protagoniste?».

Le ‘voci’ Per questo motivo «chiediamo al presidente Mascio di accettare la nostra richiesta, peraltro già presentata formalmente, di anticipare la discussione sul futuro dei 32 lavoratori. Se così non fosse dovremmo dare ragione a quelle malelingue che vedono come scelta strategica posticipare la data di discussione del caso Isrim a giochi fatti, per non mettere i singoli consiglieri comunali nell’imbarazzo di dover licenziare direttamente con il loro voto i 32 lavoratori».

I trasferimenti I lavoratori Isrim, infine, fanno una precisazione importante: «Non abbiamo mai richiesto il ricollocamento in enti pubblici, essendo noto che le assunzioni avvengono mediante concorso pubblico ma la semplice applicazione della legge di stabilità, che impone il trasferimento dei lavoratori in esubero tra le aziende partecipate dai medesimi enti».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.