di M.T.
La proroga è in corso e scadrà alla fine di settembre. Ma l’attenzione, sulla vertenza-Sangemini, resta alta. Dopo il pronunciamento del tribunale, che ha concesso un po’ di tempo al gruppo Pessina (Norda-Gaudianello) per portare a termine le procedure che li metteranno in condizione di controllare lo storico marchio di acque minerali umbre, ora si attende di conoscere i progetti per il futuro.
La trattativa Tra i Pessina e i Rizzo-Bottiglieri – con la mediazione delle banche creditrici – la trattativa sarà ovviamente, tutta economica, ma poi l’attenzione si sposterà sui riflessi produttivi e occupazionali che il passaggio di mano dell’azienda determinerà. I sindacati hanno già chiarito che il loro obiettivo principale è quello della salvaguardia, otre che del sito produttivo, dei 139 posti di lavoro ed hanno chiesto l’appoggio della regione. Che si è fatta sentire.
La vigilanza «La Regione Umbria continua a seguire l’evolversi della situazione della Sangemini, con particolare attenzione alle trattative in atto per il passaggio di proprietà finalizzate al superamento dell’attuale crisi aziendale». L’assessore regionale all’ambiente, Silvano Rometti, cui spetta la concessione dell’autorizzazione all’utilizzo delle acque minerali «sulla base di un piano industriale ed economico», garantisce che si sta attentamente «vigilando da tempo sulle questioni che interessano il futuro della ‘Sangemini’, che sta continuando a suscitare preoccupazione tra lavoratori e sindacati».
Il sito L’assessore ricorda che la Regione ha «chiesto alla proprietà di essere aggiornati sullo stato attuale dell’azienda, ma anche sullo stato dell’arte delle trattative per la cessione, alla luce della manifestazione d’interesse da parte di un grande gruppo nazionale del settore. Vigileremo – conclude Rometti – affinché sia mantenuta l’unitarietà del sito produttivo, a ulteriore garanzia della tutela del bacino acquifero e della qualità delle sue sorgenti, siano valorizzati i marchi storici e prestigiosi dell’azienda e utilizzate appieno le professionalità dei dipendenti».
