di Marco Torricelli
La battaglia, per ora, più che sulla sostanza è sull’interpretazione delle cose. E proprio per questo c’è grande cautela, dopo il pronunciamento del Consiglio di stato che , di fatto, si è riservato di decidere, il 22 ottobre, sul ricorso presentato da Giampaolo Fiorletta e relativo al provvedimento di commissariamento della Meraklon, disposto dal ministero per lo sviluppo economico.
La storia Il provvedimento venne preso nel 2011, quando Fiorletta (all’epoca proprietario dell’azienda) venne arrestato, dalla Guardia di finanza, con le accuse di appropriazione indebita e truffa ai danni dello stato. Secondo la teoria accusatoria avrebbe sottratto alla Meraklon circa 7 milioni di euro. Fiorletta era rimasto in carcere dall’8 aprile al 9 agosto di quell’anno e, nel frattempo, la Meraklon era stata posta in amministrazione straordinaria ed era stato nominato, per svolgere quel ruolo, Daniele Discepolo.
Il ricorso Giampaolo Fiorletta aveva sempre contestato quel provvedimento governativo e, dopo un primo pronunciamento negativo da parte del Tar dell’Umbria, ora è arrivato quello del Consiglio di stato, che viene giudicato in maniera diversa, sulla base delle diverse posizioni che in questa vicenda si sono formate: per l’entourage di Fiorletta significa che torna tutto in discussione – vendita di Meraklon Spa ai belgi della Beaulieau compresa – mentre per chi aveva salutato con soddisfazione la sua uscita di scena significa solo che si perderà un po’ di tempo. Che potrebbe influire anche sulle trattative che Daniele Discepolo ha avviato anche per la cessione della Meraklon Yarn e che non sarebbero in corso solo con il gruppo già venuto allo scoperto.
Il vertice Per cercare di capire meglio quale sia lo stato dell’arte, ma anche per fare il punto su quelli che potrebbero essere gli sviluppi nell’immediato futuro, nel tardo pomeriggio di mercoledì si svolge un vertice; tra le istituzioni, i soggetti a diverso titolo interessati alla cosa e i sindacati; proprio con il commissario straordinario Daniele Discepolo. La storia di Giampaolo Fiorletta, a Terni, si arricchisce di un nuovo capitolo. Forse nemmeno l’ultimo.
