di M.R.

Un primo passo, verso la possibilità di salvare l’azienda Moplefan in crisi, è stato compiuto. Dal Tribunale di Terni è arrivato infatto l’ok al piano, presentato dal curatore avvocato Francesco Angeli, noto come procedura negoziata del debito. Dai tempi che si renderanno necessari, per portare a termine le operazioni previste (alienazioni di asset patrimoniali inclusi), dipenderanno probabilmente anche quelli delle entrate economiche a favore dei lavoratori, attualmente sprovvisti di copertura. Prosegue infatti l’approfondimento dell’Ispettorato sulla richiesta di cassa integrazione straordinaria per la quale è chiamato a esprimersi il ministero del Lavoro.

Moplefan Terni L’auspicio è che un decreto positivo sia lienziato dal dicastero prima del 3 marzo, quando al Mimit (ministero delle Imprese e del Made in italy) è fissato un nuovo vertice tra istituzioni, sindacati e azienda. In quella sede, è previsto che il gruppo industriale polacco sveli l’identità e le intenzioni dell’investitore che sarebbe pronto a entrare in società. Dalla credibilità di questa manovra, da quanto si apprende, dipende la possibilità di intervento da parte dello Stato, tramite Invitalia. Resta sottintesa la necessità di un piano industriale solido e di prospettiva: riavviare le macchine, acquistare materie prime e ritagliarsi nuovamente una fetta di mercato non è affatto scontato.

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