Attilio Romanelli

di Marco Torricelli

La crisi, che ha colpito con durezza Terni e suo comprensorio, è di una «vastità ed intensità tale da non aver risparmiato nessun settore produttivo e nessuna delle attività collegate ai servizi». Partendo da questo presupposto, il segretario della Cgil ternana, Attilio Romanelli, lancia una proposta importante.

Sospetti e silenzi «Le forze sociali e le associazioni datoriali – scandisce Romanelli – devono superare i reciproci sospetti e i lunghi silenzi che la crisi ha consolidato e sedimentato, per promuovere un nuovo progetto per Terni». Insomma, dall’organizzazione sindacale più rappresentativa, sul territorio, arriva un invito alla collaborazione, perché, specifica il segretario della Cgil, «l’inerzia e l’impotenza sono i peggiori nemici con cui si è costretti a combattere».

Le decisioni Le forze economiche e quelle sociali, insomma, non possono «chiudersi in analisi e diagnosi sulle caratteristiche della crisi», ma devono cercare «interventi e proposte in grado di ricostruire un tessuto di attività che rafforzino il valore economico e sociale della comunità». A partire «dall’assunzione di decisioni rapide in merito alla vicenda Ast, per eliminare lo stato di precarietà in cui versa lo stabilimento ternano, che costituisce elemento essenziale per l’economia ternana e Umbra».

Le proposte La Cgil, dice Romanelli, ha avanzato due proposte: «La prima è quella relativa all’attivazione degli strumenti straordinari previsti dalla legge del 22 giugno 2012 e dal decreto attuativo del 31 gennaio 2013, per l’individuazione dell’area di crisi complessa con impatto significativo sulla politica industriale nazionale». A partire dalla chimica, insiste il segretario della Cgil, «chiediamo il riconoscimento di area di crisi complessa; i quasi mille occupati oggi nel polo chimico chiedono certezze sul loro presente e prospettive future solide per il loro lavoro. L’acquisizione dell’area Basell non può più essere oggetto di trattative e lungaggini che penalizzano l’intera area chimica».

I capitali Ma il sindacato aveva lanciato una seconda proposta, che aveva già incontrato il favore del sindaco Di Girolamo e di alcune associazioni di categoria: «L’attivazione di un fondo regionale, alimentato da risorse che le fondazioni bancarie oggi dedicano solo esclusivamente all’investimento finanziario, per sostenere imprese che investono in innovazione e ricerca». Su entrambe, conclude Attilio Romanelli, «siamo pronti ad aprire, subito, un confronto costruttivo con quanti vogliano dimostrare di avere davvero a cuore le sorti della città e dei lavoratori».