di Francesca Torricelli
Entro il mese di luglio, tutte le regioni, dovranno regolamentare gli stage, seguendo le ‘Linee guida’ dell’accordo tra stato e regioni. Il dipartimento giovanile della Cgil nazionale, si sta attivando con molte iniziative per sensibilizzare il territorio nazionale, affinché gli stage possano trasformarsi in un’importante opportunità di formazione e inserimento nel mercato del lavoro.
L’iniziativa La parola chiave è partecipazione. Blog, siti internet, pagine nei social network, tutto aperto a chiunque abbia idee o richieste. Mercoledì 29 maggio, in molte città d’Italia «verrano organizzate – spiega Valeria Masiello, referente provinciale della Cgil – delle azioni per denunciare la situazione e per richiedere alle regioni delle leggi migliori. Anche a Terni, sempre mercoledì, saremo impegnati in un’intera giornata di volantinaggio. Nella mattinata saremo al centro per l’impiego, nelle scuole e nelle università. Nel pomeriggio, invece, li distribuiremo davanti ai centri commerciali, alla biblioteca comuncale e nel centro città».
Lo scopo Con la distribuzione dei volantini «puntiamo principalmente ad informare, ma soprattutto a coinvolgere – continua Masiello – sempre più giovani nelle nostra battaglia». E continua: «Vogliamo bandire gli stage gratuiti, è giunto il momento di un equo compenso. Gli stage devono essere un’occasione di orientamento e formazione durante o al termine del percorso di studi, non possono essere proposti a ripetizione come unica forma di lavoro». Lo stage «deve – continua – garantire un progetto formativo concreto, un tutor in carne ed ossa, un serio monitoraggio, l’attestazione e la certificazione dell’attività svolta. Servono controlli e sanzioni per chi fa il furbo, prevedendo multe per le aziende ospitanti se non corrispondono l’indennità allo stagista e sanzioni per i soggetti promotori, una volta scoperto uno stage fasullo. Infine, occorrono più poteri all’attività dei servizi ispettivi: controllare, vigilare, sanzionare».


