di M.To.
Ormai è chiaro, ci sono due scuole di pensiero. E il Partito democratico si riconosce in quella che vorrebbe ottenere, per Terni, lo status di area di crisi industriale complessa. E che si contrappone a quella degli industriali, nettamente contrari.
L’assemblea Dopo la cessione delle acciaierie da parte di Outokumpu e del ritorno del gruppo tedesco Thyssen-Krupp, l’assemblea comunale del Pd ha infatti messo all’ordine del giorno «una discussione sulle criticità e prospettive industriali del sito produttivo ternano e sulle conseguenti azioni politico-istituzionali da intraprendere. L’organismo dirigente ha voltato all’unanimità la relazione del segretario comunale, Andrea Delli Guanti, concordando sull’urgenza che la vertenza Ast ritrovi al più presto cittadinanza sui tavoli della presidenza del consiglio dei ministri e veda impegnato, in prima persona, il presidente Enrico Letta».
Situazione straordinaria Per il Pd ternano «occorre essere consapevoli di come Terni sia una realtà che deve fronteggiare una situazione senza dubbio straordinaria e che gli strumenti di cui necessita non possono limitarsi a quelli dell’ordinaria amministrazione. Occorre avviare una riflessione politica e culturale sul concetto di ‘intervento pubblico’ e di come calarlo nell’attualità prendendo coscienza di come alcune partite non possono essere giocate in una dimensione totalmente sganciata dai governi, dalle istituzioni e da un quadro ben definito ed organico di politiche industriali».
Sperimentazione In questa chiave «Terni può diventare il luogo in cui sperimentare nuove strategie, mettere in rapporto scelte nazionali e progetti territoriali; e per questo il Partito democratico concorda con l’urgenza di avviare un percorso volto ad ottenere il riconoscimento dello status di ‘crisi industriale complessa’ attivando tutti gli strumenti che questo prevede e impegnandosi con forza nella sensibilizzazione tutti degli stakeholders locali (Comune di Terni e Comuni limitrofi, Provincia, associazioni di categoria, organizzazioni sindacali, Camera di commercio, Polo Universitario e chiunque si riconosca in questo sentire) per il raggiungimento di un obiettivo fondamentale per il futuro e le prospettive industriali della città di Terni».
