Lo stabilimento Novelli

di Re.Te.

Giovedì 11 luglio. È questa la nuova data che i lavoratori della Novelli hanno evidenziato sui calendari appesi alle pareti. Ma non è detto che non siano costretti a cancellarla, magari per fare un cerchietto su un’altra. Successiva.

I creditori Per quel giovedì, infatti è fissato l’incontro, in tribunale, con i creditori della Novelli – l’indebitamento è multimilionario – che dovranno esaminare il piano messo a punto dal Cda ‘tecnico’, composto da Alessandro Musaio, Alberto Alfieri e Gianni Tarozzi. Un progetto di risanamento che prevede un drastico ridimensionamento delle attività – concentrazione sulla produzione di pane e uova – con ‘taglio’ di quelle relative al cibo per gli animali e ai vini.

Il prestito Decisivo, però, sarà il responso che arriverà, o dovrebbe arrivare, entro il mese di giugno, da parte delle banche – alla vicenda del Gruppo Novelli sono interessati, complessivamente, 22 istituti bancari – relativo al ‘prestito ponte’ di sei milioni di euro che è stato richiesto e che, come è facile intuire, è decisivo per l’avvio del piano di risanamento.

Il piano Musaio, Alfieri e Tarozzi sono stati chiari, nello spiegare la strategia: «In tre anni c’è la possibilità di riportare la Novelli in una situazione di stabilità e, poi, di rilanciare un gruppo che vuole tornare ad essere leader sul mercato». Il tribunale ha dato un assenso di massima, ovviamente condizionato al verificarsi delle due condizioni precedenti. Le tape ipotizzate sono, quelle di «chiudere il 2014 con un utile di esercizio e, nel biennio successivo, alla completa normalizzazione della situazione finanziaria».

Il personale Inevitabile pensare che il ridimensionamento possa comportare dei tagli sotto il profilo occupazionale. E, infatti, il ‘cda tecnico’ non si è nascosto: «Non vogliamo lasciare a casa nessuno dei dipendenti – è stato specificato – ma è chiaro che dovremo individuare percorsi di accompagnamento verso la pensione dei più anziani» e non è escluso che alcune attività «non strategiche» possano essere affidate ad aziende esterne.

I sindacati Non si sbilanciano più di tanto, nei giudizi, le organizzazioni sindacali: «Il quadro è in evoluzione, anche se adesso abbiamo una visione più definita della situazione e, soprattutto, possiamo almeno dire di avere un interlocutore. Certo – è la precisazione – che poi dovremo avere la possibilità di leggere i dettagli del piano, per quanto riguarda i livelli occupazionali e produttivi, l’utilizzo degli impianti e dei siti, per dare un giudizio complessivo».

L’estate La stagione, insomma, si prospetta ‘calda’ – in Umbria sono complessivamente circa 300 gli addetto interessati alle attività del gruppo Novelli – soprattutto perché le date indicate – fine giugno per il prestito e 11 luglio per la decisione dei creditori – sono «di larga massima e passibili di rinvii, tutt’altro che improbabili – dice una fonte di solito bene informata – perché, soprattutto dai creditori, non ci si potrà aspettare una risposta immediata».