Disoccupazione triplicata in 3 anni, col 50% dei giovani che nel 2014 risultava senza lavoro. Sono foschissime le tinte della fotografia scattata dall’Istat e analizzata dalla Camera di Commercio di Terni che, attraverso il proprio presidente Giuseppe Flamini, parla di «fase di ulteriore declino sotto l’aspetto del mercato del lavoro che soffre un’economia fragile».

Disoccupazione a Terni e provincia L’anno passato si sarebbe chiuso con un bilancio occupazionale negativo: «Il tasso di disoccupazione – si legge – nel corso dell’ultimo anno ha raggiunto il 12,2% segnando un forte incremento rispetto al 2013, quando il dato è risultato pari al 10,3%. Allargando l’orizzonte temporale di osservazione – prosegue il comunicato – è facile constatare che la disoccupazione nel Ternano ha subito un incremento anche piuttosto repentino, se si considera che nel 2011 il dato raggiungeva appena il 4,2%. In sostanza il fenomeno è quasi triplicato nel corso degli ultimi tre anni».

Metà dei giovani senza lavoro La dinamica peggiore riguarda il tasso di disoccupazione giovanile che nel 2014 ha raggiunto il 50,9% contro il 38,5% del 2013 con un incremento di oltre il 12% in un solo anno. «I dati ufficiali sull’occupazione provinciale – dichiara il presidente Giuseppe Flamini – aggiungono un ulteriore elemento di preoccupazione rispetto alle forti difficoltà già presenti nel tessuto economico del nostro territorio, visto che in nessun altro contesto si è assistito alla triplicazione del tasso di disoccupazione nel corso degli ultimi tre anni e che più della metà dei giovani risultano disoccupati. Il dato è in controtendenza rispetto alla dinamica imprenditoriale appena monitorata dall’ente camerale secondo la quale ci sarebbero dei timidi segnali di ripresa se si considerano il numero delle iscrizioni e delle cessazioni delle imprese nel corso dell’ultimo anno».

Giuseppe Flamini «Evidentemente, – spiega ancora il presidente – si è trattato di molte nuove iniziative imprenditoriali ma di debole impatto economico in quanto alle stesse non ha fatto riscontro un consistente numero di nuovi posti di lavoro. Da questo insieme di indicatori si evince che rimane forte la crisi dei settori portanti per la nostra economia locale come l’industria, il commercio e l’artigianato. Proprio da questi comparti, nel passato, sono scaturite le maggiori opportunità occupazionali per il nostro territorio. Per questo, – conclude – la Camera di commercio continuerà a monitorare i cambiamenti del nostro sistema economico e contestualmente a supportare con tutti gli strumenti a disposizione ed in sintonia con le altre Istituzioni, sia la nascita di nuove imprese sia il consolidamento di quelle esistenti e già presenti nei settori portanti dell’economia provinciale».

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