I lavoratori in Prefettura

di M. To.

La storia aveva fatto rumore, anche perché i 26 lavoratori della ‘Industria e servizi’ – una ditta che lavorava all’interno delle acciaierie ternana per conto di Ilserv-Harsco e che aveva perso il contratto – avevano dato vita ad iniziative di protesta, anche clamorose.

L’appalto La ‘Industria e servizi’ svolgeva quelle attività che sono definite come ‘pulizie industriali’ e a gennaio Ilserv le aveva comunicato che «la nostra committente, Ast S.p.A., ci ha comunicato che, a far data dal 1 marzo 2014, sarà inibito l’’ingresso a tutti i dipendenti Industria e Servizi. Tale decisione, ci impedisce di continuare oltre tale data, nostro malgrado, qualsiasi rapporto commerciale con la vostra azienda per i servizi da noi di solito commissionati e da voi espletati all’’interno dell’’acciaieria di proprietà di Ast».

La gara Poi i tempi si sono allungati e una nuova lettera di Ilserv, il 10 giugno scorso, annunciava a ‘Industria e servizi’ che «i servizi da voi erogati presso i nostri reparti all’interno del sito Ast di Terni, saranno trasferiti a far data dal 1 luglio a nuovo soggetto. La Iosa Carlo di Terni».».

La protesta Tanto che, il 30 giugno, due operai della ditta – un italiano, Mauro Carletti e un tunisino, Cialil Verbali – avevano ‘scalato’ una torre di emissione alta 70 metri e, una volta arrivati in cima, avevano esposto uno striscione sul quale stava scritto che «Industria e servizi non è disposta a morire. Ridateci il nostro appalto». L’intervento del prefetto Bellesini, poi, li aveva convinti a scendere.

La causa La ditta, però, aveva deciso di ricorrere in tribunale e il 26 agosto il tribunale di Terni aveva iniziato l’esame della questione. Ora è arrivata la sentenza: l’Ast e Ilserv-Harsco hanno ragione, ha sancito il giudice, che ha pure condannato ‘Industria e servizi’ al risarcimento delle spese. La ditta sembra intenzionata a ricorrere in sede civile, ma per adesso ha messo tutto il personale rimasto in ferie. Poi, in mancanza di altri lavori, arriveranno i licenziamenti.

La precisazione L’avvocato Maria Teresa Lavari, che per conto dello studio Crescimbeni patrocinava ‘Industria e servizi’, precisa che «il ricorso respinto atteneva solamente ad una domanda cautelare ed urgente di ripresa del servizio. La ditta ricorrerà quindi in via ordinaria dando prova del suo buon diritto alla continuazione del rapporto ed al risarcimento del danno per anticipata illegittima risoluzione del rapporto medesimo da parte di Iserv, risoluzione in cui ha avuto ruolo anche Ast».

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