Il workshop di Confindustria

di Marco Torricelli

Tra 150 e 200 milioni, entro il 2015. Sono gli investimenti promessi al territorio, in nuovi impianti e nuove produzioni, da parte di Confindustria.

L’evento Il dato è stato reso noto nel corso del workshop ‘L’industria di Terni ovunque’ che si è svolto venerdì ed al quale, tra gli altri, hanno preso parte il presidente di Confindustria Umbria, Ernesto Cesaretti; quel ternani, Stefano Neri; l’amministratore delegato di Ast, Marco Pucci e quello di Tarkett, Giuseppe Cioffi: «Una mole di investimenti molto rilevante – ha detto Neri – che conferma le potenzialità attrattive del territorio e il contributo del sistema industriale all’economia territoriale».

Lo slogan Per affermare le buona pratiche di sviluppo, è stato detto, «occorre però sviluppare una nuova cultura d’impresa, creando nuove iniziative sviluppando quelle esistenti». Perché la città «non può restare ‘operaia’: le maestranze sono certamente importanti, ma lo sono anche le idee imprenditoriali che fioriscono». L’idea, fatta slogan, è quindi quella di trasformare Terni «da città di stabilimenti a città di società industriali».

Dieci progetti Per dare nuovo slancio produttivo al territorio Confindustria ha stilato un programma operativo: «Si tratta di dieci progetti – ha sottolineato il vice presidente, Antonio Alunni – nati per creare una nuova linfa vitale per l’imprenditorialità locale».

Cambio di passo Il territorio «deve creare le condizioni per diffondere una nuova modalità di organizzare le azioni imprenditoriali e implementarle con successo». Ma l’obiettivo è anche quello di «creare un ‘Centro di formazione per la job creation’, rivolto a un target vasto compreso nelle fasce da post-diploma a post-laurea».

Business and trade center Terni diventerà sede di «un centro di affari e commercio aperto agli scenari globali che fornisca servizi avanzati per la commercializzazione e l’esportazione di prodotti e servizi, il supporto nelle trattative commerciali, la contrattualistica e le pratiche import-export, l’assistenza per aziende straniere che scelgono di operare in Umbria». Un luogo dove «promuovere strategie di internazionalizzazione del business per le imprese locali anche attraverso convenzioni e relazioni con i principali centri di attrazione di investimenti e apertura dei mercati».

Finanza  C’è la volontà, ha spiegato Nicola Romito, presidente di Power capital, di «costituire una Società di gestione del risparmio (Sgr), che consenta alle realtà istituzionali (Fondazioni, Istituti di credito e Pubblica amministrazione) di esercitare la responsabilità e il ruolo di sostenere lo sviluppo dell’impresa sul territorio. L’iniziativa di finanza sana e innovativa è finalizzata a canalizzare parte delle risorse raccolte a sostegno dell’economia locale». La criticità relativa «alla bassa presenza di investitori sul territorio può essere bypassata anche attraverso il ricorso a nuovi strumenti di attrazione degli investimenti, come il crowdfunding»..

Città delle Startup Si dovrà favorire, ha detto Giuseppe Cioffi, «favorire la nascita di nuove attività imprenditoriali da idee nuove, promuovendo la nascita di un ecosistema favorevole alla convergenza tra startuppers tecnologici e investitori di capitale di rischio. L’obiettivo è quello di dotare il territorio di una strategia di crescita, per far nascere nuove imprese e per aiutare l’innovazione nelle piccole imprese».  Terni, insomma, «dovrà divenire luogo ideale e di riferimento per un’area geografica vasta, nel quale concentrare nuove comunità di protagonisti molto dinamici nell’innovazione, nella ricerca, nell’industria, nel mercato dei capitali, nella visione internazionale».

Progetto Welcome L’obiettivo, ha spiegato Marco Pucci, Ad di Ast, «è duplice: rafforzare i fattori attrattivi per le multinazionali estere che intendono insediarsi sul territorio, aumentando i servizi materiali e immateriali e qualificandone le modalità di erogazione, e incrementare le opportunità per le aziende locali di aprirsi, esse stesse, ai mercati internazionali attraverso il trasferimento di competenze e di esperienze dalle industrie insediate. La creazione di queste sinergie può rappresentare un’opportunità di reciproca crescita e garantire l’affermazione di un’azione interattiva tra i vari attori industriali in grado di gemmare progetti di ricerca e sviluppo comuni, ad esempio nel settore della chimica innovativa o dei materiali».

Isrim e Polo chimico Confindustria è stato annunciato, «intende contribuire alla risoluzione della crisi dell’Isrim, promuovendo un cluster di imprese che ne eviti la messa in liquidazione e ne consenta un immediato riavvio delle attività, in un contesto competitivo e di piena sostenibilità del business e delle prospettive di rilancio». Al rigardo Neri ha confermato «la disponibilità e l’interesse di un gruppo di imprenditori seri che certamente porteranno avanti l’attività dell’Isrim». Analogamente, «Confindustria intende stimolare il territorio ad esplorare l’opportunità di collaborazioni e partnership pubblico-privato per la risoluzione delle criticità del polo chimico».

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