Ivano Rulli, Confcommercio

di Marco Torricelli

Proprio un messaggio di «benvenuta a bordo» no, non lo è stato. Nemmeno il tempo di sedersi sulla poltrona di assessore al commercio, che Daniela Tedeschi si trova di fronte ad una grana mica da ridere. Gentile omaggio del collega di giunta Luigi Bencivenga.

I tavolini Di fatto l’assessore Bencivenga ha modificato gli orari di occupazione del suolo pubblico, per i tavoli e le sedie posti all’esterno dei pubblici esercizi della centralissima via Fratini, nelle autorizzazioni che il comune sta rilasciando in questi giorni e che impongono di non mettere tavoli all’aperto prima delle otto di sera, sia per quelli che precedentemente potevano occupare il suolo pubblico dalle 17 che per quelli che potevano farlo dalle nove di mattina.

La protesta Ivano Rulli, presidente di quella Confcommercio di cui la neo assessore Tedeschi è stata, fino a due giorni fa, dirigente, sfodera il machete: «Nel momento più critico per le attività commerciali che stanno affrontando una crisi senza precedenti, l’assessore Bencivenga sembra fare di tutto per favorire le chiusure degli esercizi con conseguenti licenziamenti. Cosa devono pensare le persone che stanno perdendo il posto di lavoro e rimanendo senza il reddito per vivere, mentre i politici, come l’assessore, continuano ad avere l’indennità garantita?».

Il silenzio Anche perché, insiste Rulli, la decisione sarebbe stata presa «senza alcun coinvolgimento né delle associazioni di categoria, né dei bar e ristoranti che esercitano nella via Fratini, e senza alcuna delibera di giunta che innovasse la regolamentazione in vigore». Tali orientamenti «non partecipati dell’assessorato alla viabilità, sono contrari sia ai legittimi interessi dei bar e ristoranti, sia a quelli dei commercianti che non somministrano alimenti e bevande e soprattutto sono contrari agli interessi dei cittadini ternani che non si vede perché non potrebbero usufruire dei servizi di bar e ristorante all’aperto durante il giorno come avviene normalmente nelle altre città».

La minaccia Se l’amministrazione non tornasse subito sui propri passi, minaccia il presidente di Confcommercio, «assisteremmo certamente a nuove difficoltà per il commercio ternano, a nuovi licenziamenti e probabilmente a nuove chiusure di attività. Per tutti questi motivi si richiede rispetto per il lavoro delle imprese commerciali e per i diritti dei cittadini e si chiede all’assessore di annullare le autorizzazioni emesse e di sostituirle con altre con il medesimo orario di inizio previsto l’anno scorso».

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