Il presidente Mario Fornaci

di Marco Torricelli

La discussione non deve essere stata particolarmente tranquilla. Forse ancor meno di quanto di pensasse se, alla fine, lo stringato comunicato con il quale viene dato l’annuncio è accompagnato da una formuletta che spiega molto: «Vi preghiamo cortesemente di voler divulgare e pubblicare integralmente parola per parola (queste tre parole in maiuscolo; ndr) l’allegato comunicato stampa».

La decisione E allora ecco qui, parola per parola, il comunicato: «Il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni Mario Fornaci comunica che il Consiglio di Amministrazione, nella riunione del 14/11/2013, dopo approfondito esame, ha deciso di non aderire all’operazione di partecipazione al capitale della Clitumnus srl. Nell’occasione ribadisce il ruolo unitario ed autonomo del Presidente, del Vice Presidente e di tutti gli organi collegiali della Fondazione».

Spaccatura Il Cda, in fase di votazione, ha cercato di rendere meno clamorosa una spaccatura che, comunque, appare decisamente evidente: il presidente, Mario Fornaci ed altri tre componenti: Giulio Pallotta, Marco Sciannameo e Roberto Stopponi, hanno votato contro; mentre il vice presidente, Francesco Quadraccia e altri due membri: Giovanni Braconi e Danilo Valenti, si sono astenuti

Le pressioni A destare curiosità, soprattutto, è la definizione dei ruoli: quella dicitura, nel comunicato  – «unitari ed autonomi» – sembra quasi voler esorcizzare quelle che, invece, sono le domande che, inevitabilmente, verranno poste fin dalle prossime ore e relative alle fortissime pressioni che, soprattutto negli ultimi giorni, sarebbero state fatte – sui sette membri del Cda – da parte delle opposte fazioni, quella che aveva trovato una sponda nel presidente Fornaci, orientata verso il ‘non intervento’ e quella, decisamente più indirizzata verso l’adesione alla cordata Clitumnus e della quale veniva considerato come facente parte il vice presidente Francesco Quadraccia.

Le ripercussioni Difficile ipotizzare, nell’immediato, quali potrebbero essere le conseguenze – interne ed esterne – alla decisione alla quale è arrivato in consiglio di amministrazione di Fondazione Carit e se la scelta di restare fuori dall’operazione Clitumnus porterà ad una sorta di resa dei conti interna. Di sicuro, quella che è uscita sconfitta è la componente del Cda nella quale si riconoscevano i soci ‘istituzionali’ (sabato prossimo il comitato di indirizzo sarà chiamato a prendere in esame la sostituzione del professor Adolfo Puxeddu con l’avvocato Renzo Nicolini), mentre a spuntarla è stato il presidente Fornaci.

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