Di Girolamo, Tedeschi e Paparelli

di M. To.

Tutti d’accordo: «Se stavolta non ci si riesce, non ce la potremo prendere con nessuno». Perché «una volta tanto, i fondi per un progetto regionale sono divisi equamente». Il progetto è quello per i ‘centri commerciali naturali’ nei centri storici e a Terni si dicono «pronti a sfruttarlo al massimo».

Di Girolamo Già, perché uno dei due milioni di euro, che arriveranno – il protocollo di intesa con Confcommercio, Confesercenti e Lega delle cooperative è stato siglato martedì mattina  a palazzo Spada – dal ‘Fondo sviluppo e coesione’ «sarà a disposizione delle imprese ternane – spiega il sindaco Di Girolamo – che lo potranno utilizzare per ridare vitalità al centro cittadino e l’amministrazione è pronta a fare la propria parte, con adeguate iniziative di supporto».

Tedeschi Soprattutto perché, sottolinea l’assessore al commercio, Daniela Tedeschi, «questa è finalmente l’occasione, dopo aver parlato tanto del centro commerciale naturale ternano, di passare all’azione e realizzarlo sul serio». Sfruttando «questa opportunità, ma anche dando vita a nuove forme di collaborazione tra il Comune e le associazioni di categoria, tra le stesse organizzazioni e tra soggetti singoli, che potrebbero dar vita a forme di aggregazione virtuose».

I numeri Visto che il centro cittadino, potenzialmente, è davvero una risorsa degna di attenzione e lo dimostrano i numeri: delle 2700 attività commerciali esistenti nel Comune di Terni, spiega infatti l’assessore, «mille sono proprio localizzate in centro, come 200 dei 600 pubblici esercizi» e questo «ci deve spingere a fare fronte comune per invertire la tendenza che, nel 2013, ha fatto registrare un saldo negativo di 126 unità tra nuove aperture e chiusure di attività commerciali».

Paparelli La filosofia dell’iniziativa, spiega l’assessore regionale Fabio Paparelli «è quella di snellire al massimo le procedure e ridurre al minimo, a differenza di altre volte, i tempi necessari per rendere effettivamente utilizzabili i fondi a disposizione. Decisivo, ovviamente, sarà il contributo delle associazioni di categoria e ci auguriamo che questo progetto sia in grado di favorire uno spirito emulativo tra i commercianti, così da innescare una crescita esponenziale delle iniziative».

Le associazioni Ivano Rulli, presidente di Confcommercio, si dice «intanto piacevolmente sorpreso dalla equa ripartizione dei fondi, ma soprattutto convinto che questo protocollo possa rappresentare un’ottima opportunità per i nostri associati e più in generale per la città»; mentre per Italo Federici, presidente di Confesercenti, «occorre essere grati all’assessore Paparelli, che ci conferma quanto sia importante un rappresentante della città in seno alla giunta regionale». Da parte di Lega Coop, invece, la sottolineatura è diversa: «Il nostro apporto potrà venire soprattutto sul fronte dei servizi, ma siamo pronti a fare per intero la nostra parte». E tutte hanno garantito «la massima diffusione tra gli associati, per far decollare in fretta il progetto».

Cosa si può fare Premesso che «questo protocollo potrà essere esteso anche agli artigiani», l’assessore Paparelli spiega che gli enti locali possono «puntare sulla sburocratizzazione spinta, per abbassare i costi a carico delle attività ed ottenere un ‘effetto calmiere’ sui prezzi»; mentre l’assessore Tedeschi rilancia «la possibilità di concordare una riduzione dell’Imu a carico dei proprietari degli immobili, se questi decidono di ridurre gli importi dei canoni di locazione». Ma non solo: «Perché dovremo permettere ai cittadini di poter sfruttare al meglio gli spazi a disposizione – dice il sindaco – e il completamento e l’apertura dei nuovi parcheggi, che porterà la disponibilità complessiva a circa 3000 posti-macchina a ridosso del centro, ci darà un aiuto importante».

Il ‘perimetro’ Una volta definiti i confini del centro commerciale naturale «li si dovrà rendere facilmente identificabili con un’apposita segnaletica, ma anche con una decisa connotazione estetica da parte delle attività commerciali che ne faranno parte», che potrebbero «puntare decisamente anche sulle moderne tecnologie, quelle che permettono ad esempio il pagamento attraverso gli smartphone». E a proposito di tecnologia: «Un passo importante sarà quello che prevede la realizzazione di un portale web per l’e-commerce diffuso».

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