di M. R.

Si parla ufficiosamente di un utile di bilancio Ast attorno ai 100 milioni di euro, l’anno fiscale della siderurgia è terminato e gli addetti ai lavori conoscono bene i conti, ma questi resteranno top secret fino al termine del cosiddetto quiet period Thyssen, quell’intervallo di tempo nel corso del quale vige massimo riserbo in attesa che si riunisca l’assemblea dei soci. Secondo indiscrezioni, comunque, Acciai speciali Terni ha raggiunto parametri sufficientemente positivi al fine dell’erogazione del premio di risultato: la seconda tranche dovrebbe andare in pagamento il 10 di dicembre.

Quiet period Thyssenkrupp Vigerà però ancora silenzio sui dettagli contabili anche giovedì 15 novembre, quando è in programma a Roma l’atteso vertice con i sindacati. Considerate le cifre milionarie che circolano, non è escluso che in quella occasione i rappresentanti delle tute blu tornino in pressing sul management dell’acciaieria per la contrattazione di secondo livello, battaglia che da sempre mette d’accordo tutte le sigle metalmeccanici. La redistribuzione del profitto resta uno degli obiettivi prioritari, ma l’integrativo può significare anche investimenti in ambiente, salute e sicurezza, nonché formazione professionale, nuova organizzazione del lavoro e welfare.

Ast Accanto a questo, più importante sarà però capire le reali intenzioni del gruppo tedesco per il futuro del sito siderurgico di Terni e quindi scoprire la mission dell’attuale management, oltre il consolidamento aziendale. L’inntesa che si andrà a sottoscrivere stavolta, rispetto a quella del 2014, sarà di soli due anni e i sindacati sono curiosi di scoprire se Ast punta ad un mantenimento del passato accordo, quindi sostanzialmente una proroga, oppure un aggiornamento. Nel primo caso si tratterebbe solo di un giro di clessidra, in attesa che tutti gli impegni presi quattro anni fa siano portati a compimento.

Acciaieria di Terni Nell’intesa c’erano livelli occupazionali non inferiori a 2.400 unità, recupero delle scorie, investimenti nell’area a freddo e rilancio delle quattro business unit Aspasiel, Titania, Sdf e Tubificio, sui quali ancora c’è da lavorare come pure sulle infrastrutture per cui si erano impegnate le istituzioni umbre. Comunque vada, i sindacati chiederanno la redistribuzione degli utili perché, come detto più volte, «il profitto aziendale è anche frutto dei sacrifici delle maestranze». Dall’era pre Morselli, i lavoratori hanno perso in termini di premi e maggiorazioni, ferie aggiuntive per anzianità di esercizio e accesso alle cure termali.

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