di C.P.

«Abbiamo già le idee, ma vogliamo ascoltare prima i commercianti e trovare un punto di incontro». Queste le parole dell’assessore al Commercio, artigianato e terziario Stefania Renzi, in apertura del confronto con i negozianti del centro storico. Dagli interventi degli esercenti presenti è emerso un quadro piuttosto chiaro: problemi nella gestione del decoro urbano, mancanza di parcheggi e scarsa coordinazione e comunicazione in caso di eventi che potrebbero interessare le attività. È necessario «dare valore a quello che abbiamo, per esempio il nostro patrono San Valentino. Dobbiamo rendere la città più attrattiva» è uno dei messaggi lanciati dal tavolo di lunedì mattina in biblioteca comunale. E non manca la provocazione nel confronto con la città capoluogo dell’Umbria; uno dei cavalli di battaglia vincenti della campagna elettorale del sindaco Stefano Bandecchi.

L’incontro Il vicesindaco Riccardo Corridore: «Dobbiamo pensare al centro storico come a un modello di centro commerciale diffuso. Stop alle serrande abbassate e al concepire Terni come una città esclusivamente industriale, deve diventare un’attrazione storico-culturale». La nuova giunta, preso atto delle considerazioni dei commercianti, dovrà rimboccarsi le maniche per dare le risposte attese. «Perché dovrei restare aperto durante la notte bianca, se nessuno compra nulla?», «Borgo Rivo ormai è diventata una città a sé, perché il cittadino dovrebbe arrivare fino in centro per poi non trovare parcheggio?» Queste alcune delle domande che i commercianti hanno esposto durante l’incontro. Ampio spazio è stato dedicato al turismo: «I visitatori non sono attratti, piuttosto vanno alla Cascata delle Marmore», lamentano alcuni. Da qui, la proposta di alcuni negozianti di rivalorizzare la città e i suoi monumenti – come la fontana di Piazza Tacito, nuovamente chiusa negli ultimi giorni. «A Terni – fanno notare alcuni – città dell’amore, non c’è un cuore, una statua, nulla che la caratterizzi rendendola attrattiva. Bisognerebbe affidare l’organizzazione di eventi e della comunicazione a degli esperti, così che si crei il brand ‘Terni’». Oltre alle perplessità, diverse anche le proposte: un servizio navetta per arrivare al centro storico parcheggiando fuori,  agevolazioni fiscali sull’occupazione del suolo pubblico: «Piuttosto che pagare, la pianta me la tengo dentro al negozio, non mi conviene esporla fuori». E ancora, più telecamere e sorveglianza, sopratutto nelle ore notturne, altrimenti: «Se chiudono i negozi di sera la città diventa buia, sporca e pericolosa». 

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